SPAL: come poter sperare?

Battendo Udinese e Genoa e confidando nelle disgrazie altrui, ma il Lecce vince 2 a 1 con la Lazio e la squadra di Di Biagio, che ha disputato una partita in meno, dovrebbe conquistare dieci punti in più di quella di Liverani. Salvezza sempre più lontana

La Spal potrà festeggiare la salvezza conquistando dieci punti in più del Lecce e otto del Genoa e anche tre in più del Brescia. Diciamo di fissare la quota per restare in serie A a 35, confidando nelle crisi delle squadre di Liverani e Nicola. Difficile ipotizzare meno punti sia dei salentini che dei liguri, anche perché tra tre turni, quando la Spal renderà visita al Brescia, Genoa e Lecce si troveranno di fronte a Marassi. Da dove potranno arrivare gli almeno sedici indispensabili per i ferraresi? Assolutamente nove dalle gare con Udinese, Genoa e Brescia, ovvero i confronti diretti. Da non sprecare poi le opportunità interne nei turni con Torino e Fiorentina, che potrebbero presentarsi al Mazza appagate, così come il Verona, che la Spal affronterà al Bentegodi tra le due gare con viola e granata. In questo sarebbero diciotto. Il fatto che le tre ultime avversarie arrivino al finale di stagione fuori dai giochi, allo stato attuale delle cose è però solo una probabilità, non una certezza, anche se ad onore del vero se così non fosse vorrebbe dire che la quota salvezza sarebbe vicina ai quaranta punti, obiettivo inimmaginabile da raggiungere per Floccari e soci. Discorso che vale per Fiorentina oggi a 34 e Torino a 32. Per il Verona attualmente è ancora aperta la porta europea, ma a 180’ dalla chiusura della stagione stagione, il sogno dell’Hellas potrebbe già essere tramontato. Certo è che la Spal dovrebbe cambiare marcia, vincendo sei delle restanti otto partite, ovvero lo stesso numero di quelle che si è aggiudicata fino ad oggi, su trenta disputate. Sarebbe un vero miracolo, ma nel calcio tutto è possibile, si dovrà però vedere in campo una squadra con uno spirito ben diverso da quella di domenica al Ferraris con la Samp, dove la rassegnazione e la mancanza di convinzione erano parse lampanti sin dalle prime battute. Inutile essere belli e accattivanti, il prato verde non è un palcoscenico per etoile, ma, specie a fine stagione, un campo di battaglia per focosi guerrieri. Toccherà a Di Biagio di scegliere i protagonisti più convinti e affidabili, con maggior oculatezza di quanto abbia fatto ultimamente. Indispensabile il cambio di rotta, sotto vari aspetti. Siamo all’ultimissimo appello. In caso contrario ci si dovrà arrendere definitivamente e, seppur con tanta amarezza, accettare di essere consapevoli che il seminato da luglio a oggi nelle “terre” Spal non è stato proprio da serie A. Anche ai giocatori il dovere di ricorrere a tutto il loro orgoglio per dimostrare il contrario, iniziando la scalata con le due indispensabili vittorie a spese di Udinese e Genoa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *