SPAL: quale destino?

Ma in dubbio c’è prima tutto il futuro del Paese, poi quello del pallone

I giorni passano, il dato più importante è che si va verso la vittoria nella battaglia con il virus. Poi arriva tutto il resto e nel “resto” c’è il calcio è c’è anche la Spal. In questi giorni, con tanto tempo libero, dopo il pensiero per chi ha dovuto fare i conti i prima persona con la “peste del 2020” e con chi ha ha sacrificato tutto, salute compresa, per vincere questa guerra, la mente ha cercato anche qualche motivo di svago. Uno sguardo al futuro del pallone è stato lanciato. Ancora nulla di definito nella maggior parte dell’Europa, dove solo Oalanda e Belgio hanno decretato lo stop definitivo. In Italia a breve si dovrebbe sapere quando, almeno le squadre di serie A, potrebbero con una serie di precauzioni da osservare e non semplicissime da osservare, riprendere gli allenamenti in maggio. Probabilmente nella seconda quindicina. Per l’eventuale ripresa del campionato si dovrebbe quindi arrivare a giugno inoltrato. Date del tutto ipotetiche. Diciamo che il mese di maggio, dopo la “fase due”, che dovrebbe aprirsi il giorno 4, potrebbe consentire di verificare, con quattro settimana di ripresa dell’attività del Paese, di capire se anche il calcio, da ricordare sport di contatto, potrebbe ottenere l’ok per consentire ai giocatori di affrontarsi con pochi rischi. Impensabile con garanzie totali. In caso positivo, resterebbe, viste le decisioni UEFA, al massimo una cinquantina di giorni per chiudere la stagione. Per la serie A, unica categoria le cui squadre potrebbero tornare in campo, difficile la B, da escludere la C, spazi ridottissimi per disputare 12 giornate, i recuperi e le fasi fasi finali di Coppa Italia. Quindi? Sempre nel caso in cui arrivi il tutt’altro che scontato via libera del Governo, cui spetta l’ultima parola resterebbe ancora un’ipotesi di evitare il “congelamento”. Play-off a sei squadre per l’assegnazione dello scudetto, con Juve e Lazio ad attendere le vincenti di Inter-Roma e Atalanta-Napoli. Play-out per evitare la retrocessione. L’unico disponibile per restare in A se lo giocherebbero le vincenti delle sfide Lecce-Spal e Genoa-Brescia. Ipotizzando confronti di andata e ritorno si arriverebbe ad un totale di sedici partite, che si potrebbero esaurire in sei giornate per lo scudetto, quattro per la salvezza. Per rispettare le indicazioni UEFA, ci sarebbe tutto il tempo anche partendo a fine giugno. Molto meno probabile l’ipotesi di riprendere i tornei a settembre ed iniziare la nuova stagione a gennaio. E se non si potrà tornare in campo in estate? Serie A 22/23 squadre con promozioni dalla B prendendo in esame la classifica odierna, con punto interrogativo su chi farebbe compagnia a Benevento e Crotone, visto che la terza formazione a guadagnare categoria doveva scaturire dai play-off. Discorso analogo per Vicenza, Monza e Reggina che salirebbero dalla C, con il quarto posto che sarebbe dovuto essere assegnato dopo gli spareggi. In questo caso nelle tre principali categorie nazionali non ci sarebbero retrocessioni. Unico neo l’aumento del numero delle partite, problema soprattutto in serie A, con gli impegni nelle Coppe e delle Nazionali. D’altro canto, da una parte o dall’altra, dovrà esserci chi più o meno a qualcosa dovrà rinunciare e questa parrebbe la soluzione meno
penalizzante. Certamente molto più, non solo perché la Spal si salverebbe, che quella di assegnare titoli, promozioni e retrocessioni, considerando le classifiche odierne, con sempre il punto interrogativo sulle squadre che dovrebbero salire dopo i play-off. Previsioni? Aspettiamo inizio giugno, sperando prima di tutto di poter tornare ad una parziale normalità, poi eventualmente Governo, Coni, Federazione e Leghe dovranno trovare il modo di mettere a punto un piano che anche il “particolare” mondo del pallone nostrano dovrà accettare, ricordandosi cosa abbiamo dovuto affrontare tra fine inverno e inizio primavera.

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