SPAL: seguire la strada imboccata con il Genoa

Tanti insegnamenti, utili per il futuro, dalla gara con la squadra di Nicola

Ormai archiviato il successo sul Genoa tutta l’attenzione in casa a Spal è rivolta alla trasferta di Bergamo. Ovvio che il morale con cui la truppa di Semplici sta preparando il confronto con l’Atalanta è di tutt’altro tono rispetto a quello delle lunghe settimane di attesa dopo i tre punti conquistati alla seconda giornata con l’Udinese. Anche se si sapeva che il campionato avrebbe riservato più amarezze che soddisfazioni, non si può nascondere che otto gare con la miseria di un punto all’attivo avevano, se non gettato nello sconforto, almeno contribuito a generare timori che la corsa verso la salvezza potesse diventare più in salita di quanto non fosse stato ipotizzato ad inizio stagione. La vittoria con il Genoa ha dato uno scossone ad una classifica che si presenta “povera” per Cagliari(9), Crotone(9), Spal(8) e Sassuolo(8), “poverissima” per Genoa(6), Verona(6) e “disastrosa” per il Benevento(0). Una situazione, con le prime della classe che volano a medie da record, che induce a ritenere che la quota salvezza è destinata ad abbassarsi ulteriormente rispetto a quelle già quasi da abissi delle ultime stagioni. Se si considera che, dopo undici giornate, ci si colloca in quart’ultima posizione con sette punti, la media porterebbe ad evitare la retrocessione conquistandone appena ventiquattro. Ovviamente impensabile pensare di poter festeggiare la salvezza a un livello così basso, ma ipotizzare che poco oltre i trenta l’obiettivo possa essere centrato non è un’utopia. Tutto ciò per dire la Spal può legittimante aspirare a veder realizzarsi i suoi progetti. Ancor di più alla luce dell’andamento della partita con il Genoa che, almeno allo stato attuale delle cose, può essere inserito nel gruppo delle candidate a dover soffrire. Dato per scontato che Verona e Benevento sono le principali indiziate, oltre alla compagine ligure, la Spal dovrebbe riservare un occhio di riguardo a Sassuolo, Crotone e Cagliari. Gli organici della formazione isolana e di quella modenese sono di levatura superiore a quello su cui può fare affidamento Semplici, ma gli ambienti, specie quelli societari, non sembrano generare quella tranquillità che è in grado di assicurare proprietà e dirigenza ferrarese. Addirittura patron Squinzi, sembra aver perso l’entusiasmo degli anni scorsi. Ben diverso il discorso del Crotone, i cui valori tecnici non sembrano poter essere invidiati dai colleghi di Nicola, ma l’ambiente, la compattezza e l’entusiasmo, generato dell’incredibile recupero dell’anno scorso, creano un’alchimia che consente di colmare il gap sugli altri aspetti. Lo si è detto più volte in questo periodo, che proprio dall’escalation della formazione calabrese lo Spal doveva trarre insegnamenti. E lo spirito messo in campo con il Genoa ha confermato queste sensazioni. Via il fioretto, fuori la sciabola ed è arrivata la vittoria. Probabilmente se i biancoazzurri avessero affrontato Cagliari, lo stesso Crotone ed il Sassuolo con questa determinazione oggi la classifica potrebbe essere ancora più incoraggiante. Attenzione comunque a non farsi prendere da pericolose illusioni, un passo avanti, sotto il profilo dell’applicazione e anche tattico è stato fatto, ma le cose non potranno sempre andare come con il Genoa, perché in serie A spessissimo sono le qualità dei singoli a fare la differenza. Vedi da una parte Lapadula e Rigoni che si fanno ipnotizzare dall’ottimo Gomis e dall’altra Antonucci che trasforma in oro l’assist di un Paloschi in crescita. Non casuale il fatto che l’attacco inizi a dare soddisfazioni, d’altro canto è il reparto su cui la società ha più investito in sede di mercato. Per dar continuità ai risultati serve però garantire alle punte una maggior costanza di rifornimenti. Qui si chiama in causa un centrocampo, che ora Semplici ha puntellato con l’obiettivo di renderlo più solido, con l’inserimento di Schiavon e chiedendo maggior attenzione a Lazzari, ma qualche tassello a gennaio dovrà essere aggiunto, anche perché non esistono alternative a Viviani e inserire un elemento anche con un passo meno compassato di quello dell’ex regista del Bologna è auspicabile. Un reparto, quello nevralgico, in cui si attende anche il definitivo recupero di Grassi, così come nel settore esterni si iniziano a scoprire le qualità di Mattiello, che possiede le doti per rendersi utile sia sulla corsia destra, che su quella sinistra. Valutazioni che proprietà, dirigenza e settore tecnico stanno senz’altro facendo da tempo, non perdendo però di vista la quotidianità. Prima del mercato, a cui ovviamente stanno pensando anche le rivali della Spal, si dovrà cercare di raccogliere il maggior numero di punti possibili, nelle otto gare che mancano alla fine del girone di andata. Impegnativi i primi due confronti a Bergamo, poi con la Fiorentina al Mazza, ma oltre a Roma, Torino e Sampdoria, prima della pausa natalizia, il calendario propone anche i match con Chievo, Verona e Benevento da cui ci si aspetta un buon bottino. Come ha ultimamente più volte sottolineato Semplici, determinante sarà fare tesoro delle esperienze delle prime giornate, quando tante leggerezze ed ingenuità, dovute anche allo scotto del noviziato con la serie A, sono state pagate a caro prezzo. Dunque, per centrare l’obiettivo si dovrà sempre scendere in campo con il sangue agli occhi la bava alla bocca. Dalla Spal che ha fatto leva su questa determinazione decisiva per mettere al tappeto il Genoa, ora si attende il replay a Bergamo, dove, ancora una volta, i tifosi garantiranno quel supporto che non è mai mancato, anche nei momenti critici, contribuendo a mantenere serenità e infondere una carica che, dopo otto partite senza vittorie, non sappiamo in quali altre piazze sarebbe stata assicurata.

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