SPAL: tante avversarie decise a puntare in alto

Per la società di Tacopina prevedibile annata di assestamento, obiettivo stagione senza sofferenze, in un campionato ricco di squadre ambiziose

Oltre settanta giorni alla ripresa del campionato, novanta alla conclusione del mercato, varie società ancora alla ricerca dell’allenatore, ma si può già tentare di disegnare una griglia di partenza, stile G.P., della serie B 2022/2023. Nelle primissime file un posto di diritto spetta alla etrocesse Cagliari e Genoa. A seguire il Parma, che farà di tutto per far tesoro dei tanti errori commessi la scorsa stagione. Patron Krause conferma volerci riprovare. Discorso analogo per l’altro presidente USA, Niederauer numero uno deo Venezia, che, come il suo collega alla guida dei crociati, ha fatto piazza pulita nei settori dirigenziali e tecnici. Assorbita l’amarezza della sconfitta con il Monza, anche a Pisa la società romano-statunitense vuole riprovarci, partendo da un organico che ha dimostrato tutto il suo valore, anche se non mancheranno le novità, ma prima di tutto all’ombra della Torre si attendono le decisioni di mister D’Angelo, che alla fine dovrebbe restare. Sullo stesso piano, immediatamente alle spalle di questo gruppo di superbig, le solite note. Il Benevento, che a breve ritroverà unità con il presidente Vigorito, il Brescia, con patron Cellino che dovrebbe ripartire da Pep Clotet e che, seppur alle prese con le ormai abituali situazioni patrimoniali non molto chiare, trova sempre il modo di mettere insieme squadre in grado di lottare almeno per un posto in zona play-off. Per tagliare questo traguardo possiamo candidare anche il Bari, targato De Laurentiis, il Frosinone da anni abituato a concorrere per la parte alta della classifica e la Ternana di patron Bandecchi, che sbandiera sogni e ambizioni, magari operando non con grande acume, ma certamente aperto a ingenti investimenti. In scia Ascoli e Perugia. Attenzione però perché entrambe stanno per perdere i loro timonieri, che tanto hanno inciso sul positivo andamento del campionato appena consegnato agli archivi. Sottil sta viaggiando verso Udine, Alvini è in piena corsa per la panchina della Cremonese. Anche a Ascoli si conta su una società con apporti statunitensi, con volontà almeno di replicare quanto di buono fatto nello scoro campionato. Il Perugia deve invece contare quasi esclusivamente sulle risorse e le idee di Massimiliano Santopadre, le cui fortune sono legate all’azienda di abbigliamento Frankie Garage. Difficile prevedere il Grifo in corsa per le prime piazze. Obiettivo realistico quello di indossare, come quest’anno, i panni di outsider. C’è poi il Como. La proprietà indonesiana, dopo una stagione di assestamento, pare voler guardare in alto. Sarà il mercato a dire se le promesse saranno mantenute. Le disponibilità non dovrebbero mancare, ma si sa quanto è difficile avere lumi su strategie e intenzioni di chi arriva addirittura da altri continenti. Ci sono poi le neopromosse Sud Tirol e Modena. A Bolzano si è arrivati a centrare il bersaglio con un lavoro partito da lontano. Obiettivo è proseguire su questa strada. C’è la solidità di una società che fa leva su forti imprenditori locali, con mentalità altoatesina, quindi equilibrata, razionale e un gruppo che parte dalla compattezza di una difesa che ha subito la miseria di 9 gol in 38 partite. Attenzione però perché mister Javorcic ha salutato la compagnia e il noviziato, anche sul mercato, potrebbe presentare il suo conto. Per l’altra neopromossa, il Modena, patron Rivetti, numero uno della Stone Island, è pronto per mettere mister Tesser nelle condizioni di lavorare in tutta tranquillità. Restano Cittadella e Cosenza. La società di Gabrielli proverà a ripetere i miracoli che ne hanno sempre contraddistinto il suo cammino. Quest’anno, considerando i valori che vanno profilarsi, non pare facile ipotizzare di rivedere il Cittadella nella parte sinistra della classifica, dove, sempre stando alle previsioni a due mesi e passa dal fischio di inizio del campionato, pare impossibile pronosticare l’inserimento del Cosenza. Visto che Padova e Palermo stanno ancora giocandosi l’ultimo posto disponibile difficile individuare la collocazione, in un’ipotetica scala di valori, dell’ultima delle neopromosse, ma considerate le tradizioni e le potenzialità delle due piazze, prevedibile che le proprietà faranno di tutto per evitare di sprecare quanto costruito dopo anni di sofferenze. Resta infine l’incognita Reggina. Nella città dello Stretto è partita la corsa per evitare l’addio al calcio professionistico. La situazione pare complicata, per non dire compromessa. Certo è che, anche in caso di salvezza al fotofinish, le possibilità di allestire una squadra ambiziosa sarebbero ridotte al lumicino. Più velleitario potrebbe essere il Vicenza, qualora dovesse prendere il posto della compagine calabrese. Rosso si impegnerà al massimo per evitare di commettere gli errori che hanno portato il Lanerossi, nonostante le ingenti spese, all’immediato ritorno in serie C. E la Spal? Non resta che aspettare le prime mosse. Per ora solo sensazioni che portano a prospettare la costruzione di una squadra senza grandi big, che dovrà fare molto affidamento sulle idee di Lupo e Venturato, con Tacopina impegnato a garantire risorse per una stagione tranquilla, su cui gettare le basi patrimoniali e tecniche, con l’obiettivo di creare le premesse per alzare l’asticella negli anni a seguire.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.