SPAL: teniamoci stretti i quattro punti di Salerno e Pescara

In attesa della vittoria sull’Entella e del gioco


Dopo il tonfo con la Reggina si chiedeva la svolta. Parzialmente la richiesta è stata accettata. Sono arrivati i punti, quattro, gli stessi che la Spal aveva portato a casa nelle sei gare che avevano preceduto la coppia di trasferte in Campania e Abruzzo. Altro dato confortante è che la porta, difesa a Salerno da Berisha e a Pescara da Thiam, è rimasta inviolata, cosa che ai biancoazzurri non riusciva da sette turni. Possiamo dire quindi che la squadra di Marino ha lanciato segnali di solidità e compattezza, anche perché, risultati a parte, negli ultimi 180′, le opportunità concesse agli avversari sono state ridotte ai minimi termini. Fin qui i lati positivi, ma, su quello che potrà riservare il futuro, non mancano gli interrogativi. Il gioco resta ancora solo nelle intenzioni e nei desideri. Concediamo le attenuanti derivate dal difficile momento culminato con le sconfitte interne con Pordenone e Reggina e il lungo digiuno di vittorie. Momento no che ha contribuito con dar spazio a interrogativi e, se vogliamo anche polemiche, che hanno portato anche a mettere in discussione la posizione di Pasquale Marino. I risultati positivi di Salerno e Pescara dovrebbero essere la panacea per scrollarsi di dosso le scorie che si temeva, prima delle due trasferte, potessero far crollare il mondo addosso ai biancoazzurri, che vedono profilarsi per venerdì una ghiotta opportunità per mettersi alle spalle tutti i timori. Al Mazza arriverà il fanalino di coda Entella, avversario, visto le sorprese che la serie B riserva ogni settimana, da non sottovalutare, ma certamente alla portata. Sarò l’occasione ideale per far bottino pieno ed iniziare a ritrovare il feeling con quel gioco che, nella parte centrale dell’andata, aveva fatto sperare che la Spal potesse dire la sua anche nella corsa per la promozione diretta. Sogni riposti nel cassetto, ma dalla squadra di Marino è lecito attendersi qualcosa di meglio rispetto a quanto non è stata in grado di mostrare da una decina di gare a questa parte. Difficile dire cosa si è inceppato nei meccanismi, ma molte cose non funzionano più da tempo. Il tecnico siciliano ha provato varie soluzioni, ma con risultati poco confortanti. Qualche base comunque ultimamente è stata gettata. Si è tornati al 3-5-2, il modulo più adatto ai giocatori che fanno parte della rosa, anche se sugli esterni non c’è più Lazzari, a centrocampo uno Schiatarella o in avanti Antenucci e Floccari, con qualche anno in meno, che hanno fatto le fortune di Semplici, quando la Spal dominò la serie B, iniziando però la stagione con uno stato d’animo opposto rispetto a quello con cui ci si è avvicinati a questo campionato. Nonostante ciò da questo gruppo è lecito attendersi qualcosa di più. Assestata la difesa, anche se la coperta è un pà corta, Marino dovrà trovare il modo di garantire maggior sostegno all’attacco, specie ora che ha trovato in Asencio quel punto di riferimento da cui una squadra di calcio non può prescindere. L’attaccante spagnolo, che sta dannandosi come un forsennato, ha bisogno oltre che di rifornimenti più continui e puliti, di una spalla, per evitare che i difensori avversari possano riservare quasi esclusivamente a lui tutte le attenzioni. Detto che Paloschi alla fine il gollettino lo trova sempre con discreta continuità, ma ha limiti nel dialogare, l’ideale potrebbe essere Tumminello, ma ancora non è chiaro quando potrà essere sorretto da una condizione atletica accettabile. Una situazione simile a quelle che coinvolge Di Francesco, la cui involuzione fatica trovare spiegazioni. La speranza è che i problemi arrivino ad essere risolti per i play-off, ma, nel frattempo, è indispensabile far punti, anche per guadagnare la miglior posizione possibile nella griglia per gli spareggi promozione e, soprattutto evitare rimonte da parte di Pisa e Frosinone, le uniche squadre, tra quelle oggi escluse, che possono ancora alimentare qualche speranza di inserirsi nel gruppo delle “otto”, probabilmente destinato a terminare le regular season alle spalle di Empoli e Monza. La speranza è che abbia ragione chi individua proprio nel fattore psicologo, derivato da lungo digiuno di di vittorie, il problema principale. La risposta l’avremo in meno di un mese, quando dopo l’abbordabile sfida con l’Entella il calendario proporrà ai biancoazzurri, una dopo l’altra, le sfide con dirette con Pisa, Cittadella, Chievo, Venezia e Lecce. Sarà il momento della verità, prima del finale in discesa che porterà ai play-off, un obiettivo che la Spal non potrà assolutamente lasciarsi sfuggire. Non vogliamo, nemmeno lontanamente, lasciarci sfiorare da ipotesi diverse…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *