SPAL: tra ieri e oggi

Dalle promozioni della squadra di Mazza, al “Sogno” di Mattioli

Saranno veramente in pochi oggi sulle gradinate dello stadio Paolo Mazza a rivivere le emozioni provate nel giugno del 1951, quando festeggiarono la prima promozione della Spal nel massimo campionato. Era la squadra di Bertocchi, Nesti, Bennike, Fontanesi I. Ancor meno saranno quelli ricordano che in quella Spal collezionò quattordici presenze anche Giorgio Schiavon, classe 1927, centrocampista padovano, proprio come il suo quasi omonimo, Eros Schiavon, il mediano della squadra di Semplici, recordmen dell’attuale rosa biancoazzurra, con 143 presenze. Fu l’anno in cui venne inaugurato lo stadio, allora Comunale, oggi Paolo Mazza, il “Presidentissimo” di quell’epoca, dove ha sempre giocato, anche in serie D la Spal, i cui tifosi, che mai l’hanno abbandonata, questa sera poco dopo le 19.00 potrebbero veder realizzare un sogno vanamente inseguito da 49 anni. Quella del 1951 fu la penultima promozione della formazione ferrarese in serie A. Infatti, dopo aver militato nel massimo campionato ininterrottamente per tredici anni, al termine della stagione 1963/1964 ritornò tra i cadetti, ma solo per dodici mesi. Sono invece in tanti a ricordare quella cavalcata vincente. Erano veramente altri tempi. Oggi la Spal, della famiglia Colombarini, Mattioli, Vagnati e Semplici, scenderà in campo sapendo da quasi quarantotto ore che una vittoria sulla Pro Vercelli farebbe scatenare la festa. Il 20 giugno del 1965, salvo il manipolo di tifosi, che aveva seguito in pullman la squadra a Potenza, tutta una città era in trepida attesa, totalmente all’oscuro di ciò che accadeva in Basilicata ed anche a Lecco dove il Modena rendeva visita ai lombardi, che inseguivano la squadra di Massei, Bagnoli e Bozzao, oggi pomeriggio tutti presenti in tribuna e di un giovanissimo Capello, staccati di due punti. A Ferrara solo grazie ad un ponte radio, che in stazione i ferrovieri avevano attivato con i colleghi lucani, sfruttando le linee delle FS, arrivò, quasi in tempo reale, la notizia che il Potenza aveva battuto la Spal 2 a 1. Quel giorno anche dalla RAI non giungevano aggiornamenti sui risultati della serie B. Si dovevano attendere i finali. Grande apprensione, anche a Potenza. La squadra era rientrata negli spogliatoi a capo chino, ma dopo alcuni minuti sbucò nuovamente in campo per festeggiare con i suoi tifosi. Il presidente Mazza aveva scovato un telefono nella sede del Potenza e raggiunto un amico a Lecco che gli aveva dato notizia dello 0 a 0 dell’avversaria diretta. A Ferrara invece i risultati arrivarono una decina di minuti più tardi. Immediatamente si scatenò una festa che si prolungò fino al pomeriggio successivo, quando da Potenza rientrò la squadra e fece passerella su un bus, tra due ali di folla, proprio in piazza Trento Trieste dove, se arriverà il successo sulla Pro Vercelli, a cinquantadue anni di distanza, anche questa sera si riverserà tutta la città per abbracciare Giani e compagni. I protagonisti di una cavalcata che ha stupito tutti, a partire dal sindaco Tiziano Tagliani, che ha già predisposto il piano per far partire i lavori di adeguamento dello stadio per ospitare Juventus, Napoli, Inter, Milan, Roma e compagnia, ad appena quattro anni da quando le avversarie della Spal rispondevano ai nomi di Mezzolara, Forcoli, Rosigano, Camaiore….

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