SPAL: ultimo appello

Dopo la scoppola di Parma, indispensabili i segnali di riscatto con il Cittadella. Quanto manca Viviani…

La goleada con la Ternana pareva avesso dato lo start alla partenza verso un tranquillo finale di stagione, è invece arrivata la batosta del Tardini a mettere in discussione tutto quanto aveva fatto pensare l’andamento della gara con la squadra di Lucarelli. Sono molteplici le chiavi di lettura che si possono dare alla scoppola di Parma. Si parte dalla possibilità che la Ternana si sia presentata a Ferrara senza essere sorretta dalla necessaria determinazione, appagata dal successo sul campo di Vazquez e compagni, passando attraverso l’analogo quadro piscologico per gli spallini all’indomani della cinquina rifilata alle Fere, per arrivare ad alcune scelte opinabili di Venturato. Indipendentemente da tutte queste valutazioni, c’è un altro elemente da prendere in debita considerazione: il reale valore dell’organico biancoazzurro. E’ risaputo che questa squadra è inferiore alla maggioranze delle avversarie. Un dato emerso nel corso del girone di andata. E’ poi arrivato il mercato, accompagnato dal passaggio di consegne da Clotet a Venturato. Per quanto riguarda la campagna acquisti e cessioni non sono stati ingaggiati elementi in grado di fare la differenza, ma solo di garantire avvicendamenti, senza gravi ripercussioni, in caso di forzati forfait da parte di titolari. Pareva essere una serie di operazioni sufficiente per garantire una tranquilla gestione per arrivare a chiudere la stagione senza grandi rischi. Le cose invece non stanno andando in questa direzione. Dall’avvento di Venturato sono stati incamerati appena 7 punti in 8 partite, con 9 gol fatti, 16 subiti, contro i 20 in 19 gare, con 31 reti all’attivo e 17 al passivo, della gestione Clotet. Come dire che poco o nulla è cambiato, anzi forse si è registrato un piccolo passo a ritroso, considerando gli innesti del mercato di riparazione. Come parziale attenuante l’indisponibilità di Viviani, diventato, nel corso di questa stagione, il principale punto di riferimento di tutta la manovra della Spal, oltre ai numerosi giocatori costretti più o meno a lungo in infermeria. Anche in questo caso è però lecito porsi l’interrogativo sui motivi per cui in tanti(oltre la decina), per periodi più o meno lunghi, si sono dovuti fermare dopo il cambio di conduzione tecnica. Ovvio che se l’andamento sta volgendo verso una situazione negativa, ben oltre i timori prospettabili prima e soprattutto dopo il mercato, sono tante le cose che non stanno girando a dovere, compreso lo spirito con cui la squadra si è presentata a Parma, dove è scesa in campo dando la sensazione di affrontare gli avversari come si trattasse di una partita di fine stagione, con la mente rivolta alle vacanze. Scelte tecnico-tattiche a parte, come quelle relative alle esclusioni di Dickmann, Capradossi, Da Riva, Colombo e Vido, su cui ci si può a lungo interrogare, è proprio l’atteggiamento che ha lasciato perplessi, a partire dai tifosi che, cosa a cui rarissimamente si è assistito nella corso della centenaria storia biancoazzaurra, hanno abbandonato anticipatamente gli spalti e i pochi rimasti fino al 90′ hanno rifiutato il saluto dei giocatori e, seppur garantendo la presenza al Mazza, dovrebbero, con il Cittadella, far trapelare tutto il loro disappunto. A questo punto non resta che attendere la reazione del gruppo che dovrà sentirsi pungolato e dare tutto quanto è nelle sue possibilità nella sfida con l’ex squadra di Venturato, chiamato a dare ai suoi quella carica e determinazione che non ha contraddistinto la prova di Parma. Serve una risposta su tutti i fronti, a partire dalle determinazione che dovrà essere riversata in campo. Per fortuna fino a oggi la concorrenza ha dato una mano. I quattro punti di vantaggio sulla zona play-out sono ancora, visto come vanno le cose alle spalle dei biancoazzurri, un buon tesoretto, ma non si può solo sperare nelle disgrazie altrui. Lecito aspettarsi la dimostrazione che la vittoria sulla Ternana è arrivata per meriti, non perchè gli avversari si sono presentati al Mazza in vacanza. Meglio non pensare cosa potrebbe prospettarsi, un pò su tutti i fronti, in caso contrario.

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