SPAL: una decina di giorni per capire

Fino ad oggi poche parole e ancor meno fatti

Tutto, o quasi, sempre in stand by in casa biancoazzurra. Si parte dalla certezza che la famiglia Colombarini resterà saldamente al timone. Lo testimonia quanto comunicato ai rappresentanti gli sponsor in occasione della consueta convention di fine anno, in cui è stato confermato quanto ormai da tempo è noto, ovvero che la proprietà proseguirà nel suo impegno per garantire un futuro eonomicamente solido, ma anche che la priorità sarà data agli equilibri di bilancio. Tutto giusto e condivisibile, considerate le difficoltà con cui il calcio di oggi si deve confrontare, fatta eccezione per la galassia serie A, distante anni luce dalle problematiche di tutte le altre categorie. Parallelamente però non possono passare in secondo piano le strategie tecniche. E sotto questo profilo nulla trapela. Paiono evidenti le difficoltà nel potere disegnare e chiudere un progetto. La sensazione è che la società stia ancora cercando di definire il budget per mettere Zamuner nelle condizione di poter approfondire contatti fino ad oggi, ben che vada, solo abbozzati. Il tempo a disposizione non manca. Il ritrovo del gruppo è previsto tra una quarantina di giorni, il campionato inizierà a fine agosto, ma sarà il caso di chiudere al più presto la pratica allenatore. Poche le speranze di vedere sedersi sedersi sulla panchina biancoazzurra un tecnico di primissimo piano. Le restrizioni economiche annunciate dalla società non cosentono voli pindarici. La candidatura di Rastelli resta sempre valida, l’alternativa, salvo, allo stato attuale, imprevedibili colpi di scena, porta a lanciare lo sguardo verso la serie C. Il nodo sarà probabilmente sciolto enttro una decina di giorni. Questa prima mossa inizierà anche a fare chiarezza sulle strategie di mercato. Molto pare condizionato dalle partenze. Non tanto da quelle scontate di Berisha e Valoti, ma dalla possibilità di trovare collocazione a quei giocatori che avrebbero necessità di cambiare aria, come Murgia e Di Francesco, operazioni che consentirebbero di abbattere il monte ingaggi e mettere a disposizione di Zamuner maggiori risorse per guardarsi attorno. Il lavoro che attende il Direttore non è dei più semplici. La società dovrà però sorreggerlo. D’accordo guardare al bilancio, ma far scivolare troppo in basso le esigenze tecniche, rispetto a quelle di bilancio, sarebbe un errore madornale. Indispensabile trovare un giusto equilibrio. Quello di B è un campionato diffcilissimo. La via di mezzo non esiste. Per questo dovrà essere messo a disposizione dell’allenatore un gruppo in grado di porsi l’obiettivo di avere qualche chance di lottare per i play-off. E’ l’unica strada per contare su un minimo di garanzie per limitare il rischio di vedersi risucchiati nel tritacarne della bassa classifica. A costo di qualche sacrificio economico, la proprietà, che deve tener in debita considerazione quanto potrebbe costare, proprio sotto il profilo patrimoniale, cui giustamente tiene, un’altra stagione negativa, dovrà, con grande attenzione, studiare e definire i programmi. Per ora doveroso attendere i primi movimenti, ormai alle porte, con fiducia.

2 pensieri riguardo “SPAL: una decina di giorni per capire

  • 31/05/2021 in 13:59
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    Difficile capire. La situazione attuale e figlia di errori enormi fatto in tempi molto vicini. Scelte di pancia e non di testa. Purtroppo l’ultimo anno di A ha evidenziato la debolezza del mondo SPAL. E non è che noi tifosi prendessimo la luna, ok la retrocessione, ci sta, ok la B è già molto per noi, ma l’assurda arroganza della dirigenza, dirigenza e non proprietà, nel continuo affermare la validità della rosa contro ogni evidenza, ha veramente deluso chi ama la SPAL, in A in B in C ed anche in D. Ora un po’ più di onestà e noi continueremo ad andare alla SPAL ed a sostenerla.

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