SPAL: vietato perdere di vista obiettivi e realtà

La convinzione di centrare l’obiettivo di una tranquilla salvezza non deve essere scalfita dai due ultimi ko

Se da una parte è giustificata l’amarezza per le sconfitte con Fiorentina e Sassuolo, dall’altra deve esserci la consapevolezza che i nove punti conquistati in questa prima parte della stagione costituiscono un bottino superiore alle aspettative. Legittimo che, all’indomani dei successi su Bologna e Parma, e soprattutto dopo quello sull’Atalanta, anche perchè maturato nel contesto di una prestazione superlativa, qualche sogno si sia alimentato, ora però è necessario, quanto opportuno, tornare alla realtà. Giusto che, dopo la vittoria sulla squadra di Gasperini, si fosse rimandato ogni discorso sulla possibilità di “alzare l’asticella” alla conclusione del ciclo di confronti con Fiorentina, Sassuolo, Sampdoria e Inter, la risposta all’interrogativo è arrivato forse un pò in anticipo rispetto alle aspettative maturate in seguito ai risultati dei primi quattro turni. Meglio pensare solo alla salvezza, senza negare però alla truppa di Semplici di ambire a poter cercare di tagliare questo traguardo con largo anticipo. Le possibilità per centrare tale obiettivo la Spal sembra possederle. I ko di Firenze e con il Sassuolo ci possono stare, visto il potenziale su cui possono fare affidamento Pioli e Gasperini. Inconfutabile il valore della Viola, si era detto nell’immediatezza della chiusura del mercato che Squinzi aveva messo a disposizione dell’ex tecnico del Benevento un organico di ben altro livello rispetto a quella della passata stagione, tanto da poter assegnare ai neroverdi un ruolo di outsider nel gruppo che lotta per un posto in Europa League. Quindi niente drammi. La Spal di oggi è di ben altra caratura rispetto a quella che l’anno scorso ha potuto festeggiare la salvezza solo all’ultima giornata, però, come da tempo si va dicendo, sono diversi anche i parametri di valutazione nei confronti della concorrenza. Nella passata stagione il valore delle avversarie dirette era notevolmente inferiore rispetto a quelle con cui oggi la Spal deve lottare. Si era ben presto capito che il discorso era circonstanziato alle tre neopromosse, accompagnate dal Crotone, previsioni confermate dalla classifica finale. Il tutto con la sensazione che, se si fa, forse, eccezione per il Frosinone, tutte potessero contare su valori inferiori alle squadre che quest’anno si troveranno a combattere fino alle ultime giornate per evitare lo scivolone in serie B. Qualità superiori, ma anche gruppo più allargato all’interno del quale, oltre a Ciociari e Ferraresi, si possono inserire Empoli, Parma, Chievo, Bologna, Genoa e Udinese. Sarà una battaglia avvicente in cui la Spal ha le carte in regolare per giocarsela con tutte le rivali. Con questa consapevolezza deve affrontare la trasferta a Marassi con la Sampdoria, squadra di valori superiori alle otto candidate a lottare per la salvezza, ma certamente alla portata della Spal, dalla quale è lecito attendersi, specie sotto il profilo del temperamento una salto di qualità rispetto alle prestazioni offerte a Firenze e con il Sassuolo. Le ultime due sconfitte non devono abbattere Antenucci e compagni, bensì fungere da stimolo per il riscatto. Prevedibile qualche novità nello schieramento, a partire dal ritorno di Cionek, anche perchè è il giocatore più dinamico dell’intera rosa della difesa. Con il Sassuolo la sua esclusione, che Semplici ha indicato essere esclusivamente derivata da una scelta tecnica, ha sorpreso ed anche alimentato qualche voce, già uscita in estate, di un suo desiderio di ritornare in Brasile, ipotesi che tutti a Ferrara si augurano del tutto sballata e che, ammesso e non concesso possa avere un minimo di fondamento, la società sarà la prima che, ne possiamo stare certi, farà di tutto per scongiurare. A sinistra potrebbe essere poi il turno di Costa, visto che Fares sembra aver bisogno di tirare il fiato. Discorso analogo in attacco per Petagna, anche perchè l’opzione Paloschi non è da considerarsi certamente un ripiego. C’è infine il “guaio” Kurtic, ma anche in questo caso Semplici ha valide alternative, a partire da Schiattarella, tra l’altro rimasto a riposo con il Sassuolo, che, con la conferma di Valdifiori in regia, potrebbe tornare al suo ruolo originario di interno. Altre possibili candidature, per sostituire lo sfortunato centrocampista sloveno, quelle di Everton Luiz e Valoti. Se poi consideriamo che resterebbero a disposizioni Djourou, che fino ad oggi è parso rientrare nei piani di Semplici solo come perno centrale della difesa, ovvero come alter-ego quasi esclusivamente a Vicari, Bonifazi, Simic e Floccari, Viviani, Dickmann e Moncini, ci si rende conto di, come rispetto alla passata stagione, quando infortuni e squalifiche potevano essere presi quasi come catastrofi, dal serbatorio dela rosa il tecnico può attingere senza temere scompensi. Ecco un altro motivo per poter guardare al futuro con doverosa serenità ed ottimismo, sempre mai perdere di vista l’obiettivo: la salvezza!!!!

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