SPAL: per Marino ci sono i presupposti per far bene

Si ripartirà da Paloschi e Floccari, dal 4-3-3 e dalle porte aperte ai tifosi per gli allenamenti

Prima uscita ufficiale di Pasquale Marino in biancoazzurro. Nell’ospitality dello stadio Paolo Mazza, è toccato a Giorgio Zamuner il compito di presentare il nuovo allenatore della formazione ferrarese: “Sono molto felice -ha affermato il responsabile dell’area tecnica della Spal- essere riuscito portare Marino a Ferrara. Lo conosco da tanto tempo, me lo aveva segnalato Mezzini, sin da quando allenava il Foggia. Il suo è un calcio propositivo, ha accettato la nostra proposta con entusiasmo, anche sapendo che potremmo incontrare delle difficoltà nella costruzione squadra. Logicamente ci chiede giocatori con caratteristiche confacenti alle sue idee di gioco. Sono certo ha concluso Zamuner- farà divertire i tifosi della Spal”.
Ha poi preso la parola Walter Mattioli: “Ho conosciuto il nostro nuovo allenatore martedì -ha esordito il Presidente-. Nel corso d una riunione di un paio di ore, abbiamo affrontato vari temi. Il primo impatto è risultato veramente positivo. Gli ho spiegato che noi privilegiamo il lavoro di gruppo, con scelte condivise, con me, Zamuner, e il Direttore Gazzoli, che dovrà dare il consenso alle operazioni tecniche, una volta valutata la situazione economica. Sono convinto che raccoglieremo grandi soddisfazioni. Rispetto all’anno scorso c’è più unità, forse all’inizio della della stagione passata non c’era la compattezza che si profila oggi. Sul piano tattico -ha concluso il suo intervento Walter Mattioli- mi aspetto, dopo tanti anni, un nuovo modulo(4-3-3) e un gioco più verticale”.
E’ giunto poi il momento in cui Pasquale Marino ha avuto modo di farsi conoscere meglio dall’ambiente biancoazzurro- “Mi ha fatto felice ricevere la proposta della Spal. La società è stata molto corretta. Mi ha chiesto, con grande discrezione, un’eventuale disponibilità -ha tenuto evidenziare l’esperto allenatore siciliano- quando ero ancora impegnato nei play-off, rimandando qualsiasi altro discorso a stagione conclusa. Così è stato. E solo a quel punto, abbiamo approfondito il dialogo che ci ha portato a raggiungere l’accordo, anche perché avevo già chiuso il mio rapporto a Empoli, dove ero arrivato a gennaio e non avevo avuto la possibilità di allenare potendo contare sul mio staff, composto di quattro collaboratori, come invece mi sarà consentito a Ferrara. Non siamo riusciti a centrare la promozione, ma abbiamo fatto una bella rincorsa, scalando la classifica. Difficile comunque fare valutazioni precise, con il lungo stop e le partite giocate a porte chiuse. Situazioni particolari, noi ad esempio abbiamo fatto meglio in trasferta che in casa. Tornando alla mia nuova esperienza, avrò al fianco Giorgio Zamuner che conosco bene. Alla Spal, già in questi primi giorni, ho anche avuto modo di apprezzare l’organizzazione societaria, con strutture ideali per il mio lavoro, compreso lo stadio, in grado di garantire la spinta di una tifoseria, che so essere molto calda”. -Il discorso si è poi trasferito verso gli aspetti tecnici- “Prima di tutto -ha puntualizzato sorridendo Marino- ho chiesto a Zamuner di ingaggiarmi un rigorista (riferimento agli errori dal dischetto che hanno estromesso dai play-off l’Empoli). Scherzi a parte, sappiamo che dovremo affrontare un mercato che non potrà prescindere dalle partenze. Ci sono tanti giocatori in organico di valore per la serie B, ma dovranno accettare la categoria con entusiasmo e determinazione. In questo campionato i risultati arrivano se si trovano gli stimoli giusti, sono indispensabili intensità e furore agonistico. Devono avere entusiasmo, anche se non andranno a giocare a San Siro o all’Olimpico. Ho iniziato a parlare con qualche giocatore, come Paloschi e Floccari, ho avuto buone sensazioni, per cui, ovviamente se ci sarà il beneplacito della società, penso faranno parte del gruppo che si ritroverà il giorno 20 di questo mese. Dopo le visite, inizieremo la preparazione al Centro G.B. Fabbri, dove quest’anno torneremo ad ospitare i tifosi, se non nelle giornate in cui saranno in programma le rifiniture. Nell’ultimo week-end di agosto disputeremo la prima amichevole”. -Siamo abituati a vedere le squadre di Marino adottare il 4-3-3…- “Questo è il mio modulo base- ha affermato l’allenatore della Spal-, ma ad esempio a Frosinone, avendo giocatori di grande qualità realizzativa, come Dionisi e Ciofani, che amavano giocare vicini, ho schierato le due punte. Vedremo come si svilupperà il mercato. L’obiettivo è cercare elementi adatti a questo tipo di gioco e avere il gruppo al completo o quasi prima possibile, per poterlo plasmare al meglio e lavorare sui dettagli tattici. Spero solo di non dovermi ritrovare negli ultimi giorni della campagna acquisti e cessioni a dover far fronte alle partenze di elementi importanti. Bisogna però essere pronti ad ogni evenienza. Capisco che un giocatore può sentirsi lusingato da proposte che potrebbero arrivare dalla serie A. Non posso fare nomi, anche per quanto riguarda giocatori che ho avuto con me in altre squadre. Come detto in precedenza, dobbiamo attendere i primi movimenti in uscita”. -Legato a due ex spallini, Lombardo e Mezzini- “Dall”86 all”89 quando giocavo a Siracusa -ha risposto Marino- si praticava un calcio già basato sul pressing ed una particolare attenzione al fuorigioco. Per me è stato un periodo importante. Rispetto a quelle di Lombardo, le mie squadre praticano però un gioco più offensivo. Massimo mi parla sempre di Ferrara, in modo entusiastico, purtroppo ce l’ho sul groppone da tanti, anni, sono stato costretto a sopportarlo, parlo più con lui che con mia moglie. Gli chiesto in più occasioni se voleva mettersi in proprio, ma è sempre rimasto al mio fianco. Con le sue conoscenze sull’ambiente ferrarese mi sarà di ancor maggiore aiuto”.
Prima del congedo Giorgio Zamuner è tornato sul mercato confermando, sia sul fronte entrate che su quello uscite, le trattative di cui si parla da giorni e che specie il discorso cessioni condiziona le operazioni di peso per quanto riguarda gli arrivi di giocatori in grado di poter far salire il tasso qualitativo del gruppo. Intanto si parte dalla certezza che toccherà a Paloschi il compito di finalizzare il gioco della squadra di Marino. Se, che ha fatto capire in questi giorni, tornerà alla Spal, con i giusti stimoli, in serie B, dovrebbe essere una garanzia. E’ giunto il momento di voltare pagina, archiviare le scorie della retrocessione. Gli arrivi di Zamuner e Marino, le prevedibili tante novità sul fronte giocatori, dovrebbero essere di aiuto. Qualche segnale lo si inizia a scorgere, ad iniziare, protocolli permettendo, dalla riapertura ai tifosi delle porte del Centro G.B. Fabbri. Piccoli ma significativi indizi. Speriamo siano i primi di un lunga serie. La città ha voglia di sentirsi più facente parte della Famiglia Spal…

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