Sportine biodegradabili, quali sono le regole

sacchetti spesaSono entrate in vigore il primo gennaio le nuove regole che impongono, in tutti i negozi e nei supermercati, l’utilizzo di sacchetti e sportine usa e getta biodegradabili anche per contenere alimenti sfusi come frutta e verdura, prodotti di macelleria o di pescheria.

L’obbligo di utilizzare i sacchetti per gli alimenti sfusi si aggiunge all’obbligo delle sportine biodegradabili per contenere la spesa, già inm vigore da qualche anno.

L’obbligo, precisa ASCOM, non riguarda solo i supermercati, ma tutti i tipi di negozi: attività alimentari e non alimentari, ambulanti, artigiani, bar, ristoranti, pasticcerie, gastronomie, ferramenta, tabaccherie e così via. Chi non rispetta l’obbligo può subire delle sanzioni non da poco, tra 2500 e 25mila euro.

Le nuove norme, contenute nel decreto legge n. 91 dell’anno passato sono legate a un processo di adeguamento alle regole indicate dall’Europa con una direttiva del 2015, che puntava a un utilizzo sempre maggiore – negli imballaggi e in generale nelle attività commerciali – di materiali biodegradabili al posto delle materia plastiche più comuni,che sono molto più difficili da smaltire o riciclare. L’Italia ha rischiato una procedura di infrazione per essersi adeguata con ritardo a quella direttiva.

Sia le sportine della spesa, sia le bustine per la frutta e la verdura non possono essere cedute gratuitamente: è uno degli obblighi fissati per legge, ed è quello che ha generato le polemiche sui social network. In generale, sacchetti e sportine devono essere ceduti a pagamento, nell’ottica europea, per renderne evidente il costo e favorirne di conseguenza un uso responsabile. Ma alcune associazioni di consumatori, come Codacons, non sono d’accordo, e minacciano di lanciare, nei supermercati, lo sciopero dei sacchetti.

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