“Stati d’animo” sotto la lente delle Neuroscienze – VIDEO

“Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni”sotto la lente delle Neuroscienze. Ieri conferenza in Sala Estense del prof. Gallesi dell’Università di Parma.

Prosegue il viaggio nell’immaginario degli anni inquieti ed esaltanti di fine ‘800-primo ‘900, parallelamente alla mostra Stati d’animo, Arte e psiche tra Previati e Boccioni, con tre focus nel mese di aprile, promossi e organizzati da Ferrara Arte, che riguardano le Neuroscienze, la musica e la Letteratura.

 

 

Ieri prima conferenza alla Sala Estense dal titolo “Empatia ed esperienza estetica. Una prospettiva neuro scientifica”, tenuta dal neuroscienziato cognitivo Vittorio Gallese, tra gli scopritori dei neuroni specchio e delle basi fisiologiche dell’empatia.

Quali emozioni di fronte ad un quadro? Da dove nasce l’impatto emotivo che le opere d’arte sembrano avere sull’osservatore, emozioni e sensazioni che lo spingono ad immedesimarsi nell’opera dell’artista e a dire questo quadro mi piace o non mi piace?

A spiegarci il rapporto empatico che si crea fra osservatore e opera d’arte possono essere le Neuroscienze cognitive, che, spiegandoci i processi psicofisici che determinano le nostre emozioni, ci aiutano ad entrare nel segreto linguaggio attraverso cui noi dialoghiamo , grazie all’opera d’arte, con l’artista che l’ha creata. Paul Klee diceva che l’arte rende visibile ciò che non sempre lo è, le Neuroscienze oggi ci spiegano con la teoria dei neuroni specchio che attraverso l’arte noi entriamo in un rapporto empatico con il mondo e in mondo particolare con il mondo dell’artista. Di questo ieri ha parlato in Sala Estense il professor Vittorio Gallese, neuro scienziato cognitivo dell’Università di Parma, prendendo spunto dal titolo stesso della mostra di Palazzo dei Diamanti, Stati d’animo, Arte e psiche tra Previati e Boccioni. Negli ultimi decenni, infatti, le neuroscienze hanno manifestato un crescente interesse nei confronti dell’arte e dell’estetica. La ricerca in quest’ambito è volta a studiare il sistema cervello-corpo per comprendere in cosa consista l’esperienza estetica degli oggetti che oggi denominiamo ‘artistici’. La nozione di ‘estetica’ è declinata secondo la sua originale etimologia: aisthesis, cioè percezione del mondo attraverso il corpo. I risultati delle ricerche suggeriscono che il nostro rapporto empatico con le immagini ha una forte base corporea, perché il corpo ne è lo strumento principale di ricezione. Queste recenti acquisizioni consentono di affrontare i temi dell’arte e dell’estetica da una prospettiva nuova che indaga insieme le risposte del cervello e del corpo, mettendo in luce le componenti ‘invisibili’ indotte dal visibile.

Vittorio Gallese è Professore Ordinario di Psicobiologia presso il Dip. di Medicina e Chirurgia, Unità di Neuroscienze, dell’Università di Parma, Professor in Experimental Aesthetics all’Institute of Philosophy della School of Advanced Study della University of London, Adjunct Senior Research Scholar al Dept. of Art History and Archeology, Columbia University, New York, USA e Einstein Fellow alla School of Mind & Brain della Humboldt University di Berlino. È coordinatore del Dottorato di Ricerca in Neuroscienze e Direttore della Scuola Dottorale di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. Neuroscienziato, tra i suoi contributi principali vi è la scoperta assieme ai colleghi di Parma dei neuroni specchio, e l’elaborazione di un modello neuroscientifico dell’intersoggettività, la Teoria della Simulazione Incarnata. La sua produzione scientifica è attestata da oltre 230 pubblicazioni internazionali, dalla pubblicazione di due libri in qualità di autore e di tre libri in qualità di curatore. Ha vinto il Premio Grawemeyer per la Psicologia per l’anno 2007, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dall’Università Cattolica di Lovanio, Belgio nel 2010, l’Arnold Pfeffer Prize for Neuropsychoanalysis a New York nel 2010 e il Premio Musatti della Societa Italiana di Psicoanalisi nel 2014.

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