“Stati generali della natalità”: contro la crisi demografica servono coraggio e volontà politica – VIDEO

Al via oggi a Roma la 2° edizione degli Stati Generali della natalità,  che vedranno oggi e domani presso l’Auditorium della Conciliazione  succedersi studiosi, politici, esperti di statistica.“Si può fare!” è il motto di quest’anno.

Ad introdurre i lavori, i rappresentanti delle Istituzioni di ogni livello, tra i quali la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, che ha voluto con forza fin dall’anno scorso questo momento di riflessione collettiva e il ministro  alla Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi.

Un figlio è un bene prezioso, e in questa affermazione non c’è nessuna retorica , perché ormai non c’è chi non capisca che una società senza bambini è condannata ad estinguersi, passando per una serie interminabile di crisi, in cui la mancanza di  prospettive per il futuro crea illusioni, senso di impotenza, scontri politici, da parte di chi preferisce alla luna indicata dal dito che lancia l’allarme preferisce il   dito.

Ferrara  in Italia, Paese che in Europa e nel mondo  vanta un poco lusinghiero inverno demografico,  non ha ancora messo a fuoco quanto pesino la mancanza di bambini, le culle vuorte, le scuole chiuse, i negozi per neonati che cedono il posto ai crescenti pet store , sulla sua crescita e soprattutto sul suo sviluppo.. Concetti che non sono per nulla sinonimi, visto che la crescita allude alla capacità di produrre beni e servizi, mentre lo sviluppo include nell’area del benessere non solo il benessere economico ma anche la qualità della vita,  che gli Inglesi indicano con l’espressione HDI Human developmente index   e gli statistici nostrani con l’acronimo BES, benessere equo sostenibile,.

Entrambi hanno fra gli indicatori la salute, l’istruzione, la cultura, le relazioni sociali, l’ambiente , che a loro volta determinano  anche l’indice di natalità o denatalità. Ecco perché gli Stati generali della natalità che si svolgono a Roma oggi e domani e a cui si può partecipare in streaming dal sito che porta questo nome, devono interessare tutti i soggetti sociali ed economici, politica, istituzioni, aziende, banche, media, mondo della cultura e dello spettacolo, società civile, indurli a  venire allo scoperto, ad assumersi ognuno le proprie responsabilità, un impegno per il futuro, perché come recita lo slogan della 2° edizione un figlio non è solo un “affare di famiglia”, un fatto privato, ma un investimento per il Bene Comune. Un figlio è di tutti e per tutti.

Bisogna cambiare punto di vista: convincersi che un figlio non è mai un problema, ma una risorsa, anche quando crea nuovi problemi alle singole famiglie. Naturalmente la politica e la società civile hanno il dovere di non lasciare sole  le famiglie , soprattutto quelle in difficoltà .

Quando si chiede pari opportunità per le donne e i giovani il primo obiettivo anche se di più lunga prospettiva dovrebbe essere questo. Senza contare che avendo “tra le più alte percentuali di Neet (giovani che non lavorano e non studiano), e tra i più bassi tassi di occupazione delle donne con figli. I giovani non hanno un reddito sufficiente e stabile per costruire una famiglia, non possiamo fare finta di niente, occorre ripartire”.

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