Stato più “leggero”

Il Consiglio dei ministri ha approvato le norme anti-sprechi. Riunione fiume di sette ore, ok solo nella notte. Saranno più che dimezzate le province, ma scuola, università e sanità sono state risparmiate. Il decreto offrirà la copertura per altri 55mila esodati.

Dopo sette ore di riunione, il Consiglio dei ministri ha approvato la “seconda rata”, come l’ha definita il premier Mario Monti in conferenza stampa, dell’operazione di revisione della spesa pubblicata. Non ci sono tagli lineari” ma una sforbiciata “ponderata”. Si tratta, ha detto il presidente del Consiglio, di una “missione collettiva” pensata “per i cittadini” e che per i prossimi sei mesi del 2012 comporterà tagli per 4,5 miliardi, che l’anno successivo salgono a 10,5 e a 11 nel 2014. in dirittura d’arrivo anche il dimezzamento delle province, che entro l’anno dovranno scendere a quota 50. Il tutto con il raccordo con gli enti territoriali e accompagnato dalla creazione di 10 nuove città metropolitane, (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria). Nessun taglio su sanità e scuola. In extremis infatti sono saltati  i tagli ai ‘mini-ospedali’ e quelli alle università (200milioni nel 2012 e 300 a partire dagli anni successivi) e parimenti non vengono finanziate le scuole paritarie. 
Tra le novità in arrivo, spunta il taglio di “almeno il 10%” del totale degli organici delle Forze armate, lo stop all’adeguamento degli affitti pagati dallo Stato e l’avvio della rinegoziazione delle locazioni per ridurre del 15% i canoni. Il Consiglio dei ministri  ha dato anche il via libera al decreto di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Il testo approvato all’unanimità, non fa parte della spending review, ma recupera, oltre che efficienza,  risparmi di spesa, pari a circa 2.889.597 euro per il 2012, 17.337.581 per il 2013 e 31.358.999 per il 2014.Secondo il ministro della Giustizia, Paola SEVERINO, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, fortemente ridotte di numero,  è “una riforma epocale, perché cambia la geografia giudiziaria del Paese, ferma all’epoca dell’unità d’Italia.

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