Stigma, Grassi (Unife): “Per combatterlo serve cultura” – VIDEO

E’ un pregiudizio, cioè un giudizio già emesso prima di un’osservazione attenta e prima ancora di una riflessione più complessa.

Stiamo parlando dello stigma, un segno di disapprovazione sociale: dall’handicap all’omofobia, dal razzismo alla malattia mentale. E per combatterlo serve molta cultura.

Ne abbiamo parlato con Luigi Grassi, docente di Psichiatria all’Università di Ferrara.

 

 

Dal orribile gesto della persona multata nel parcheggio dei disabili che ha lasciato un biglietto ben in vista insultando lo stesso disabile al caso di omofobia ai lidi ferraresi, con la presidente dell’Arcygay Ferrara redarguita in spiaggia per comportamenti inopportuni. Senza dimenticare gli episodi di razzismo, bullismo e altro ancora.

Sono tutti episodi di stigmatizzazione, ovvero un fenomeno sociale che attribuisce una connotazione negativa ad un componente della comunità in modo da declassarlo e livello inferiore. Un comportamento oggetto di studi sociologici e psichiatrici.

Lo stigma è un marchio, un segno di disapprovazione sociale, che si acuisce in epoche storiche in cui il sentimento della vulnerabilità dei popoli è molto marcato: si sta sulla difensiva e di attivano meccanismi aggressivi” spiega Luigi Grassi, docente di Psichiatria Università di Ferrara. Per questo motivo è importante potenziare nelle scuole il concetto di inclusione”. “I Social Network possono ampliare la problematica ma possono anche diventare uno strumento utile per quei cittadini che invece lo stigma vogliono combatterlo -continua Grassi- segnalando e denunciando in maniera razionale, lucida ed equilibrata i casi di pregiudizio, come quelli accaduti in questi giorni”.

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