Strade: oltre 1000 morti in 20 anni. Ciannilli: “Si intervenga su canali e alberi”

Oltre mille persone morte nell’arco di vent’anni. E’ come se una frazione come Quartesana fosse stata spazzata via per colpa degli incidenti stradali.

Non solo. Sebbene nella nostra provincia il numero dei morti sulle strade è in calo, il territorio ferrarese continua ad avere una media di decessi che è superiore a quella regionale e nazionale: 11 morti sulle strade ogni 100mila abitanti.

Di più di tutta l’Emilia-Romagna, che si ferma a poco più di sette, e più del doppio rispetto a quella nazionale che si ferma a poco più di cinque morti ogni 100mila abitanti.

I numeri li snocciola un esperto del fenomeno, ex responsabile del Comitato Pagliarini, Luigi Ciannilli.

Ciannilli rileva che nel 2017 sono 36 le vittime su strada, quattro in meno rispetto al 2016.

Se, inoltre, si contano i morti dal 1998 ad oggi allora dobbiamo registrare 1195 decessi per incidente stradale. Morti la cui età media si ferma a 50 anni.

Numeri che fanno riflettere e che, secondo Ciannilli, si possono fermare solo rivedendo la mappatura delle strade locali e intervenendo su una maggiore sicurezza delle carreggiate, specie quelle a ridosso di canali e quelle limitate dagli alberi.

“La maggior parte dei morti – sottolinea Ciannilli – infatti è avvenuta nel nostro territorio perché spesso le auto o finiscono nei canali o si schiantano contro i platani”.

Il record dei morti, anche per una questione di maggiori residenti lo fa il Comune di Ferrara, con 11 vittime. Segue Argenta con quattro, Poggio con tre e poi due morti si registrano, sempre per il 2017, in autostrada, a Comacchio e infine ad Ostellato.

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