Strage di Bologna 34 anni dopo: Ferrara non dimentica

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Bologna e l’interna nazione oggi hanno ricordato la strage del 2 agosto alla stazione ferroviaria.

La strage più grave del dopoguerra nella quale morirono 85 persone e 200 rimasero ferite. In quella strage morirono anche cinque i ferraresi: Vincenzo Petteni e Mirco Castellano di Ferrara Paolino Bianchi di Vigarano Mainarda, Gaetano Roda di Mirabello e Antonio Montanari di Santa Maria Codifiume

Alla commemorazione ufficiale di tutte le vittime, che si è svolta questa mattina a Bologna, hanno partecipato il primo cittadino di Vigarano Mainarda, Barbara Paron, nella doppia veste di sindaco e assessore provinciale; l’assessore al Bilancio Luigi Marattin, (che ha postato le immagini che vedete sul suo profilo facebook) e l’assessore di Cento, con delega al bilancio, Pierpaolo Busi

Al ricordo “di quei tragici eventi anche da parte delle generazioni che non li hanno vissuti” deve accompagnarsi “una esauriente risposta all’anelito di verità che accomuna i familiari e l’intero Paese”. Ha scritto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato per il 34/o anniversario della strage di Bologna

Era la mattina del 2 agosto 1980 e l’orologio della stazione, una immagine-simbolo, si bloccò alle 10.25, l’orario dell’esplosione dell’ordigno a tempo nascosto in una valigia abbandonata. la Cassazione, nel ’95, ha confermato la condanna all’ergastolo per Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, esponenti del gruppo eversivo di estrema destra dei Nar, ma i mandanti sono tuttora sconosciuti

“Il governo non dimentica né la strage di Bologna, né nessuna altra strage o atto di terrorismo”. Ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ai familiari delle vittime “bisogna mettere mano all’interno degli apparati dello Stato, perché chi ha coperto fino ad ora queste trame venga allontanato, ha concluso PolettiPaolo Bolognesi, presidente dell’associazione delle vittime, prima del corteo di commemorazione, ha ricordato come, “dopo dieci anni di immobilismo, si è rimessa in moto la macchina che dovrebbe far funzionare completamente la legge 206 sui risarcimenti per le vittime”.  

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