Sul futuro di Carife domina l’incertezza – VIDEO

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Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione dice” Ci sono molti nodi da risolvere, ma in questo momento il socio di maggioranza non ha affatto la libertà di decidere del futuro della banca.

A distanza di 13 mesi dall’inizio del commissariamento di Carife, il futuro di Carife è al centro del dibattito pubblico ferrarese: le voci che in queste settimane si sono confrontate sulle diverse ipotesi possibili devono fare i conti, però, con due limiti, che impediscono a tutt’oggi, al socio di maggioranza, di decidere liberamente del futuro della banca. In primo luogo , ci dice l’ingegner Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, azionista di maggioranza con il suo ca 55 %, non conosce affatto quale sia l’attuale valore patrimoniale della Cassa; in secondo luogo, qualsiasi ipotesi di acquisto o piano industriale dovrà avere la benedizione di Bankitalia.

Fra le voci che si sono rincorse in queste settimane, dice Maiarelli, una cosa certa è che Banca popolare di Vicenza e il suo presidente Giovanni Zonin, imprenditore notissimo a livello nazionale e internazionale nel campo dell’industria enologica, è interessata alla banca ferrarese nel suo complesso e non soltanto ai suoi sportelli” Un incontro casuale c’è stato fra Maiarelli e Zonin, ma nessuna trattativa. Né si sa se esista un piano industriale in proposito.

L’interesse della Fondazione, tuttavia, sembra andare in altra direzione e Maiarelli ci spiega il perché. Se , dice, primo dovere dell’azionista di maggioranzaè quello di tutelare il patrimonio della Banca, fino a che non sapremo a quanto questo ammonti, dopo le operazioni attuate dai Commissari e da ultimo la messa in vendita di Commercio e Finanza, non potremo condurre realisticamente nessuna trattativa con un potenziale socio o acquirente.”

“Noi, aggiunge Maiarelli conosciamo il valore di Carife ante-commissariamento, il valore odierno della banca sarà, infatti, reso noto soltanto quando verrà redatto il bilancio finale. Il commissariamento è una situazione transitoria, ma  di fatto congela i diritti della proprietà”. Sul mantenimento della ferraresità di Carife, Maiarelli non ha pregiudiziali: “come ferrarese la auspica, come azionista si riserva di dare un giudizio in relazione al valore che subiranno le azioni, da presidente non ha dubbi, tutelerà il valore patrimoniale della Cassa. “Certamente, dichiara, per la Fondazione , in quanto ente erogatore e quindi bisognoso di liquidità, il candidato ideale sarebbe un partner o acquirente quotato in borsa . Quanto all’ipotesi,apparsa sui media di un pool di banche di dimensioni circoscritte che operino sul territorio, conclude, si tratta di un progetto industriale magari interessante, ma che per diventare realistico, dovrebbe passare prima di tutto al vaglio di Bankitalia. In nsostanza la Fondazione a tutt’oggi non ha affatto la mano libera per valutare gli scenari futuri.

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