Tangenti, il Riesame conferma il carcere per Lunadei e Palma

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Il funzionario dell’Agenzia delle Entrate Leopoldo Lunadei e Maurizio Palma rimangono in carcere.

Il Tribunale del Riesame di Bologna infatti ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei giorni scorsi dal gip Piera Tassoni. Un atto che di fatto per i due 54enni colti in flagranza dalla guardia di finanza mentre si spartivano 10mila euro -il frutto secondo le fiamme gialle di una tangente – non riapre le porte del carcere.

I due sono accusati di concussione. Palma infatti, un privato, sempre secondo gli inquirenti – coordinati dal capo della procura di Ferrara, Bruno Cherchi e dal suo sostituto, Filippo Di Benedetto – sarebbe stato l’emissario di Lunadei per la richiesta di tangenti ad attività commerciali del centro storico. Vere e proprie mazzette che -sempre secondo gli inquirenti – servivano agli stessi commercianti per assicurarsi da parte del funzionario dell’Agenzia delle Entrate controlli fiscali blandi, specie per gli studi di settore.

Un’indagine che va avanti per accertare se il sistema era diffuso fra le diverse attività dello stesso centro storico. Il gip nella sua ordinanza in cui dispone l’arresto dei due 54enni infatti parla di episodi da parte del Palma “non occasionali”. Le fiamme gialle oltre che indagare se il Palma ha contattato altri commercianti stanno anche cercando di capire come le tangenti venivano poi spartite. Dagli atti giudiziari infatti emerge che l’emissario con i suoi contatti parlava di pagamenti da effettuare a una piramide di nomi. Il funzionario dell’agenzia delle entrate intanto nega tutto e definisce lo stesso Palma un millantatore.

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