Teatro comunale, successo per “Don Giovanni”. Bianchi: “Musica nelle scuole” – VIDEO

E’ stato un applauditissimo Don Giovanni quello che ha debuttato venerdì 1 luglio al Teatro Abbado.

La nuova produzione della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara è stata acclamata più volte durante lo spettacolo, con un applauso finale durato quasi sei minuti.

Lo spettacolo verrà replicato domenica 3 luglio alle ore 20.30, e si accede dalla rotonda Foschini. Don Giovanni volerà poi in Corea del Sud, dove è in cartellone il 7 e 8 ottobre alla Daegu Opera House.

L’idea registica è di Adriàn Schvarzstein con l’aiuto di Jurate Sirvyte Rukstele e la collaborazione nella messa in scena di Moni Ovadia, costumi e scene Lilli Hartmann, luci di Marco Cazzola. Il dramma giocoso con l’intramontabile musica di Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte, è stato interpretato in modo brillante, vivace e fresco da un cast scelto da Leone Magiera, direttore musicale della produzione ferrarese e noto scopritore di talenti del bel canto, insieme a Daniel Smith, che ha diretto l’Orchestra Città di Ferrara.

In un circo della Belle Époque, il dissoluto Don Giovanni (interpretato ieri da Guido Dazzini, nella replica da Giovanni Luca Failla) è il domatore della compagnia circense arrivata in città: le sue prede sono le donne (Donna Elvira – Marta Lazzaro, Donna Anna – Julia Merkudinova, Zerlina – Gesua Gallifoco, il 3 interpretata da Silvia Caliò), accompagnato nelle sue imprese da Leporello, il clown (Giulio Riccò). In scena il Commendatore (Alessandro Agostinacchio) e Don Ottavio (ieri interpretato da Younggi Moses Do, il 3 da Lorenzo Martelli).

Il gruppo di cantanti, tutti under 35, ha un’età media di 26 anni, il più giovane ha solo 20 anni e per lui ieri è stato un debutto assoluto: Valerio Morelli ha interpretato Masetto, lo stesso ruolo che il conterraneo pescarese Ildebrando D’Arcangelo interpretò nel 1997 nel Don Giovanni diretto da Claudio Abbado, debuttando giovanissimo. Chiude il cast scelto da Magiera Aleksandra Kirsanova e Gianluca Convertino, impegnati insieme a Dazzini, Do e Gallifoco anche nella serata della notte rosa in Certosa di questa sera, 2 luglio alle 21.30.

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, presente alla Prima, ha incontrato il maestro Magiera, ringraziandolo per l’operazione compiuta. Per il ministro “è stato un Don Giovanni bellissimo, che ha riscoperto l’essenzialità di Mozart, la capacità e la straordinaria modernità del testo di Da Ponte, ma soprattutto la freschezza che questi giovani professionisti del canto sono riusciti a offrire, ricordandoci il bisogno assoluto di musica che abbiamo tutti noi”. E dal palco dell’Abbado lancia il suo appello e personale obiettivo come ministro dell’istruzione: “La musica in tutte le scuole, la musica per tutti”.

Ad accogliere il ministro era presente l’assessore Marco Gulinelli che, complimentandosi col Teatro Comunale e ringraziando il Maestro Magiera e tutto lo staff del Teatro, si è detto “orgoglioso che Ferrara ospiti opere di questo valore”. “Il percorso avviato, che sta portando a realizzare ed esportare proprie produzioni artistiche, è la strada su cui investire sempre più, che sta facendo conoscere ad altri territori e ad altri Paesi la qualità che Ferrara è in grado di esprimere”.

“Le parole del ministro Bianchi – ha detto Leone Magiera – sono musica per le nostre orecchie. E’ da tempo immemorabile che un importante uomo politico non s’interessa in modo così esplicito e concreto alla musica. Lo ringrazio per l’attenzione che ha rivolto al nostro Don Giovanni e in particolare ai giovani e bravissimi artisti che abbiamo accompagnato al debutto”. Per il direttore musicale “il lavoro svolto insieme ha permesso di far emergere, alla prima dell’opera mozartiana, le loro doti artistiche e vocali di altissimo livello. Sostengo l’appello del Ministro e aggiungo che è ormai indispensabile rivedere le politiche di formazione e di avvio alla professione dei giovani artisti che spesso faticano a trovare occasioni di crescita professionale. Dobbiamo mettere i talenti nella condizione di poter emergere. Al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara ci prefiggiamo questo”. E aggiunge: “Nell’anno in cui il Canto Lirico Italiano è stato candidato a patrimonio immateriale dell’umanità (UNESCO) speriamo questa esperienza possa essere un caso virtuoso a cui ispirarsi”.

“E’ stato uno spettacolo che ha premiato la nostra apertura alle scuole e ai ragazzi, ne abbiamo tanti nel pubblico delle due anteprime e alla Prima. Il cast così giovane e brillante si è riflettuto nelle note e nell’esecuzione e ha attratto anche i giovani alla lirica” conclude il direttore artistico del teatro Marcello Corvino.

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