Teatro, i lavoratori chiedono incontro al Sindaco

Teatro

Riconoscimento delle professionalità acquisite e gli scatti di anzianità di alcuni dipendenti. Questo il contendere al centro della vertenza fra i lavoratori del Teatro Comunale di Ferrara e la Fondazione, nel cui Consiglio di Amministrazione siede anche il vicesindaco di Ferrara.

Le richieste erano già negli accordi stipulati nel passaggio di gestione del Teatro dal Comune di Ferrara all’attuale Fondazione (ente privato di cui unico socio è il Comune). Ovvero il riconoscimento delle professionalità acquisite per due dipendenti e il riconoscimento degli scatti di anzianità per quattro lavoratori “ex comunali”. Ma oltre a non averle ottenute, dall’altra parte nemmeno ci ascoltano.

E’ quanto denunciato i sindacati dei lavoratori delle spettacolo di Cgil, Cisl e Uil che puntano il dito contro la Fondazione del Teatro Comunale, chiedendo al sindaco Tagliani un incontro di mediazione, visto che nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione, presieduta da Roberta Ziosi, siede anche il vicesindaco di Ferrara, nonché assessore alla cultura Massimo Maisto.

Il settore della cultura con tutta la sua filiera, dicono i sindacati, rappresentano, nel paese, il 15% dell’economia nazionale, impiegando il 18% degli occupati totali. E’ vero che per colpa della crisi il numero degli spettatori è in calo, continuano i sindacalisti, ma è sbagliato tagliare su un settore che, anche per Ferrara, dimostra di essere la materia prima per eccellenza da esportare.

In tre anni, in Teatro Comunale a Ferrara, dal 2009 al 2012, si è passati, per stagione, dai 51 spettacoli di prosa a 34; da 69 a 46 spettacoli di teatro ragazzi; da 22 a 12 spettacoli di musica e scuola. Invariati gli spettacoli di danza e lirica (sostenuti in parte dal Fus); in contro tendenza, quindi in aumento, gli spettacoli di Ferrara Musica, che passano, sempre in tre anni da 16 a 24.

Inutile sottolineare la carenza di personale, dicono i sindacati, mancano un tecnico e maschere, senza dimenticare i circa 30 lavoratori stagionali che ogni anno attendono di sapere quanti mesi potranno lavorare. I lavoratori hanno incrociato le braccia, lo scorso novembre per 4 ore, protesta che ha procurato loro una nota per comportamento antisindacale.

Le nostre richieste sono minime, spiegano i sindacalisti: “duemila euro all’anno rispetto al risparmio di quasi 1 milione di euro che la Fondazione ha registrato dal 2008, anno in cui si è costituita, grazie ai lavoratori e i dipendenti. Le mansioni sono state redistribuite sul rimanente del personale e l’unica voce in aumento del bilancio, concludono i sindacati, è legata agli incarichi professionali ma qui i lavoratori non hanno responsabilità, concludono Cgil, Cisl e Uil.

%CODE%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *