Telestense su TV e Istituzioni pubbliche

Gli articoli con cui i quotidiani locali hanno portato in prima pagina Telestense e le trasmissioni realizzate dall’emittente privata sulla sanità pubblica in questi anni , meritano per il rapporto di fiducia che abbiamo coltivato negli anni con i nostri telespettatori, qualche chiarimento da parte dell’emittente e di chi ha responsabilità di redazione. Un chiarimento sui fatti, lo  precisiamo, proprio  per colmare l’incompletezza delle notizie date dai quotidiani e per  dare a voi la vera possibilità di capire e di  essere informati. Perché vi possiate fare  una cognizione più precisa della realtà delle cose.

I fatti sono pochi e chiari. Da alcuni decenni anche nel nostro Paese le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di comunicare ciò che fanno al servizio della comunità. Fra queste, c’è anche, naturalmente, la Sanità pubblica, sia per quanto attiene l’educazione alla salute dei cittadini, sia per quanto riguarda i servizi attivati e le infinite trasformazioni vissute in questi due decenni dalla sanità nazionale e locale.

La scelta dei mezzi con cui comunicare è regolata dalla legge ed è comunque di pertinenza delle istituzioni i cui uffici stampa collaborano con tipografie, editori, redazioni di stampa e tv.
Non fanno solo pubblicità , diffondono notizie e veicolano idee, aiutano i cittadini a muoversi nella crescente complessità della Sanità di oggi.
E’ una comunicazione complessa e costosa, ma è  necessaria. Non farla, per le Pubbliche Amministrazioni è sanzionato dalla legge.

Ma ciò che va sottolineato, è che questa informazione  serve ai cittadini. Serve sapere che apre un nuovo ospedale, quando chiude un  ambulatorio, come  funziona l’esenzione dai ticket, come si attivano gli ospedali per evitare infezioni, cadute ed errori… Il farla espone al rispetto di precise regole editoriali  e, per i giornalisti, deontologiche.
Tutto questo costa, naturalmente, perché  esige la messa in campo di mezzi, di professionisti seri, di preparazione e di tanto  lavoro.

Un lavoro che negli anni ha portato a Telestense e alle trasmissioni realizzate in collaborazione con l’Ausl di Ferrara e con l’Azienda ospedaliero – universitaria Sant’Anna, audience e credibilità. Una credibilità conquistata con il rigore di trasmissioni che hanno veicolato informazioni, regole, valori, anche attraverso campagne di utilità pubblica. Non mera pubblicità, ma pubblicizzazione. Non soltanto spot sugli screening regionali per la prevenzione dei tumori femminili e del colon retto, ma campagne di sensibilizzazione contro l’aids, a favore dell’allattamento al seno, per la vaccinazione antinfluenzale e molto altro ancora.

Non è stato facile, ma nessuno ha mai messo in discussione la attendibilità e la veridicità del nostro operato. Un lavoro cui noi abbiamo destinato i nostri più esperti professionisti, i più maturi, evitando promoter o stagisti o free lance precari e sottopagati, perché crediamo nell’utilità sociale e nel valore culturale del nostro lavoro. Ogni trasmissione, lo sottolineiamo, ha sempre riportato l’indicazione delle aziende sanitarie con cui abbiamo collaborato in piena libertà, autonomia e indipendenza di taglio giornalistico.

Dalia Bighinati

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