“Terremoto dell’Emilia: dieci anni dopo”, tavola rotonda domani alle 16 al Polo didattico degli Adelardi

Nell’ambito del Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara, si svolgerà domani, venerdì 20 maggio dalle 16 alle 18 nell’Aula A4 del Polo didattico degli Adelardi, (via Adelardi, 33), la tavola rotonda organizzata in collaborazione con il Laboratorio di ricerca DOS-Design of Science di Unife “Terremoto dell’Emilia: dieci anni dopo”, per discutere a dieci anni dal sisma da un lato degli sviluppi scientifici e istituzionali e dall’altro della percezione del rischio e dei comportamenti dei cittadini.

All’incontro, moderato da Marco Bresadola e Michele Fabbri, direttori del Master e del Laboratorio DOS, interverranno Riccardo Caputo, geologo del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife, Andrea Maggi, assessore allo Sport, Lavori Pubblici, Piano Strategico, Recovery Fund del Comune di Ferrara, Roberto Riccelli, responsabile Protezione Civile, Comune di Ferrara, Dalia Bighinati, giornalista di Telestense e Andrea Rubin, sociologo di Unife.

Da un’indagine campionaria condotta in occasione del decennale del sisma dal Laboratorio DOS emerge che permane ancora nitido il ricordo del tragico evento, sebbene solo il 9,3% dei rispondenti abbia subito direttamente dei danni a seguito del terremoto.

I danni causati da un terremoto a chi potrebbero essere imputati? Il 62,6% dei partecipanti all’indagine ritiene che la responsabilità maggiore sia dei costruttori edili, il 51,7% pensa che sia degli enti pubblici, mentre solo il 39,5% riconosce qualche responsabilità alla preparazione dei cittadini nell’affrontare simili emergenze.

Il 61,5% dei rispondenti dichiara di avere paura che l’evento sismico possa verificarsi nuovamente ma tale preoccupazione non appare un elemento che abbia influito sulla valutazione di misure di prevenzione: solo il 37,8%, infatti, dichiara di aver adottato dei provvedimenti per fronteggiare eventi sismici che dovessero ripresentarsi nel territorio di residenza. Dai risultati emerge anche una carenza dal punto di vista comunicativo: solo il 18%, infatti, afferma di aver ricevuto informazioni dalle istituzioni su come ridurre i rischi nella propria abitazione.

La comunicazione del rischio è un settore di ricerca consolidato da decenni di studi internazionali e pubblicazioni scientifiche. Andrea Rubin, ricercatore del Laboratorio DOS, presenterà i risultati completi dell’indagine campionaria, che permetteranno di riflettere su alcune questioni rilevanti: quali sono state le istituzioni più attive nella sensibilizzazione dei cittadini? Quanto sono noti i piani di emergenza? Come viene valutato l’operato delle istituzioni nel periodo post sisma? Quali azioni preventive sono state intraprese dai cittadini?

“Il Laboratorio DOS – ha dichiarato Marco Bresadola – ha già condotto studi e ricerche nell’ambito della comunicazione del sisma e collaborato con le istituzioni locali al progetto di prevenzione del danno sismico “Battiamo il sisma” del Comune di Ferrara e al progetto europeo “KnowRisk”. Con questo incontro intendiamo proporre un confronto fra le conoscenze, le esperienze e i punti di vista di diversi attori impegnati sul piano istituzionale, della ricerca e della comunicazione.

Per Michele Fabbri, “sarà un’occasione interessante per fare il punto su una questione fondamentale: cosa è avvenuto realmente in questi dieci “anni di pace”?. È noto dagli studi e dalle tragiche esperienze dei terremoti che hanno funestato il nostro Paese che la comunicazione in emergenza serve poco. Fondamentale è quanto si costruisce prima del sisma. Nel caso di Ferrara è particolarmente interessante perché prima del 20 maggio di dieci anni fa eravamo sicuri che qui i terremoti non sarebbero avvenuti. Ora sappiamo che i terremoti ci saranno: Siamo più preparati?”

La tavola rotonda è aperta al pubblico e potrà essere seguita anche online: https://meet.google.com/ctb-nsup-qqu

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