Terremoto e patrimonio culturale: danni e problemi

Quantificare i danni e cercare di porre i primi rimedi con le forze e le risorse economiche al momento disponibili. Questi i temi al centro Dell’incontro promosso dalla Fondazione Ermitage Ferrara con l’Ateneo Estense, cui sono intervenuti per illustrare il quadro della situazione legato alle specifiche competenze di ciascuno: 
Carla Di Francesco (Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna)
Massimo Maisto (Vicesindaco, Assessore alla Cultura, Comune di Ferrara), Manuela Paltrinieri (Capo di Gabinetto, Provincia di Ferrara), Francesco Bernardi (Prorettore, Università di Ferrara)
Maria Luisa Pacelli (Direttore della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, Ferrara), Aniello Zamboni, don Stefano Zanella (Direttore dell’Ufficio Per I Beni Culturali ed Ecclesistici, Ferrara)
Paola Zanardi (Responsabile del Sistema Bibliotecario d’Ateneo, Università di Ferrara), Valter Curzi (Università di Roma “La Sapienza”), Chiara Toschi Cavaliere (Presidente di Italia Nostra, Ferrara).

Ad aprire i lavori, dopo i saluti di Michail Piotrovsky Direttore Generale del Museo statale Ermitage di San Pietroburgo, Carla Di Francesco (Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’EmiliaRomagna). Ha coordinato i lavori, la prof.ssa Francesca Cappelletti, Direttore Fondazione Ermitage Italia.

A poche settimane dal terremoto che ha colpito duramente l’Emilia, la Fondazione Ermitage Italia ha promosso ieri a Ferrara   un incontro per dar voce a chi in queste delicate fasi è impegnato nella ricognizione del territorio e nel difficile compito di quantificare i danni arrecati al patrimonio d’arte e di storia, cercando di porre i primi rimedi con le forze e le risorse economiche al momento disponibili. 
in una sala affollata dopo l’apertura di Francesca Cappelletti, direttore di Ermitage Italia e i saluti di Michail Piotrovsky Direttore Generale del Museo statale Ermitage di San Pietroburgo, Carla Di Francesco, Soprintendente regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna,  ha illustrato la  situazione complessiva dei monumenti danneggiati, dei crolli e della messa in sicurezza di edifici pericolanti, nonché dello stato attuale dei musei.

Alla presenza dei Soprintendenti di Bologna (Luigi Ficacci) e di Modena (Stefano Casciu) che hanno partecipato alla tavola rotonda conclusiva, è stato dato il quadro dei danni del  patrimonio culturale della Curia, dei monumenti di Ferrara città e in particolare del Castello estense, dei Palazzi Diamanti e Massari e delle gallerie in essi contenuti, delle biblioteche del polo universitario e provinciale. A dare il loro contributo anche tecnici esperti, studiosi e rappresentanti delle Istituzioni e delle associazioni coinvolte nella tutela dei Beni culturali, fra cui Chiara Toschi Cavaliere, presidente di Italia Nostra- Ferrara e Valter Curzi dell’università “La Sapienza” di Roma, che ha portato l’esperienza di chi ha operato per la salvaguardia di opere d’arte dopo il terremoto nelle Marche. 
Due i fattori  che maggiormente incombono sul dopo terremoto per la messa in sicurezza delle opere e la quantificazione dei danni : il tempo, per evitare di lasciare sotto le macerie le opere d’arte delle chiese e degli altri edifici crollati in modo parziale o, comunque inagibili e, naturalmente, i fondi necessari sia per la messa in sicurezza, sia per i sopralluoghi di valutazione.

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