Terremoto in Emilia, 7 anni dopo l’economia corre. Regione: “Crescono occupati, Pil vale 2,4% nazionale”

Sette anni dopo il sisma che colpì l’Emilia-Romagna nel 2012, l’economia del cratere continua a crescere con numeri superiori a quelli precedenti alla tragedia. Attualmente sono 115mila le imprese attive, che danno occupazione a oltre 450mila lavoratori, creando valore per oltre 38 miliardi di euro. Non solo: i posti di lavori in più rispetto al 2011 sono circa 22mila, con un incremento del 5,1% rispetto alla media del 5,6% della Regione. E così, l’area vale più di un quarto dell’intero ‘fatturato’ emiliano-romagnolo e rappresenta il 2,4% del Pil nazionale: “Dati che sorprendono anche noi e per questo nei prossimi mesi vogliamo analizzarli nel dettaglio per comprendere il motivo di questo successo”, sottolineano l’assessore Palma Costi ed Enrico Cocchi, dell’Agenzia regionale per la ricostruzione.

 

Per quanto riguarda la ricostruzione delle case e delle piccole attività economiche, il totale dei contributi concessi dal 2012 ammonta a 2,7 miliardi, di cui già liquidati 2 miliardi. Gli edifici e i condomini completati sono oltre 6.900, per quasi 15 mila abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo agibili (980 nell’ultimo anno).

Quindi, complessivamente, la ricostruzione privata (abitazioni, attività economiche e aziende) ha visto contributi concessi per oltre 4,6 miliardi di euro, cresciuti nell’ultimo anno di 300 milioni, di cui 3,4 miliardi liquidati a cittadini e imprese, 500 milioni negli ultimi 12 mesi. Sono oltre 15 mila le famiglie rientrate nelle proprie abitazioni, ben oltre nove su dieci di quelle costrette a lasciare le proprie case nel 2012 dopo le scosse. A oggi, degli oltre 16.500 assistiti nel 2012 dopo le scosse beneficiano delle misure di aiuto previste nel percorso di rientro (collocazione in altra abitazione o sostegno all’affitto) 1.353 nuclei familiari, il 90% dei quali ha subìto un danno pesante alla propria abitazione (di livello E), per i cui tempi di ripristino rimangono ovviamente più lunghi. Nessuno risiede comunque nei Moduli abitativi provvisori, tutti chiusi già due anni fa.

Per il Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali (municipi, teatri, strutture di bonifica, ospedali, edifici a uso pubblico e storici ed edifici religiosi) sono disponibili quasi 1,4 miliardi di euro. Gli interventi finanziati dal Commissario sono definiti nei Piani, nei quali è programmata la ripartizione delle risorse disponibili. Ad oggi, i Piani comprendono 1.227 progetti per 1,1 miliardi di euro. Di questi, sono stati approvati 741 progetti per un totale di 519 milioni di euro. Gli altri progetti contenuti nel Programma delle opere pubbliche, finanziati da altre risorse (assicurazioni, donazioni e risorse proprie degli enti locali), sono complessivamente 432 per 210 milioni di euro. Ma ci sono anche le chiese nel Programma delle opere pubbliche e dei beni culturali. Per gli edifici di culto dell’Emilia danneggiati sono stati stanziati 312 milioni di euro, di cui 273 milioni del Commissario e 39 milioni provenienti da cofinanziamenti. Nei mesi successivi alle scosse erano stati subito riaperte al culto 54 chiese (con una spesa di oltre 15 milioni di euro), con interventi di messa in sicurezza: inoltre erano stati realizzati, per assicurare la continuità di culto, 15 edifici provvisori con una spesa di quasi 6,3 milioni di euro.

Comuni che rimasti nell’area definita “cratere ristretto” sono: nel bolognese sono Crevalcore, Galliera, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto; nel ferrarese Bondeno, Cento, Ferrara, Mirabello-Sant’Agostino, Poggio Renatico, Vigarano Mainarda; nel modenese Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, Ravarino, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero, Soliera, nel reggiano Fabbrico, Guastalla, Luzzara, Reggiolo, Rolo.

https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/primo-piano/7-anni-dopo-il-sisma-si-rafforza-leconomia-dellarea-colpita-i-numeri-della-ricostruzione

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *