Tia: l’IVA è illegittima

“Riceviamo decine di telefonate e di mail di cittadini intenzionati a far causa per ottenere il rimborso dell’IVA sulla Tariffa di igiene ambientale”. Roberto Zapparoli, responsabile della Federconsumatori ferrarese, riassume così la situazione. L’IVA sulla Tariffa di igiene ambientale era ed è illegittima, come hanno stabilito nel 2009 la corte costituzionale, e nel 2010 e 2011 la corte di cassazione. Ad Alessandria Genova e Prato, il tribunale ha dato ragione a cittadini che ne chiedevamo la restituzione. Quindi, ora sono migliaia coloro che, non solo a Ferrara, si preparano a far causa per ottenere lo stesso risultato.

I termini del problema sono molto semplici: consulta e cassazione hanno stabilita che l’IVA applicata sulla Tariffa di igiene ambientale è illegittima, e la ragione ovvia. Anche se la si chiama tariffa, la TIA è a tutti gli effetti un tributo, una tassa chiamata con un altro nome: se abito in un determinato comune, non posso non pagarla, perchè non posso rinunciare al servizio rifiuti. E sulle tasse non si può applicare l’IVA.

Potenzialmente, le cause per ottenere la restituzione dell’IVA pagata illegittimamente alle aziende dei servizi rifiuti potrebbero essere migliaia: “ci stiamo organizzando, ed entro fine mese appronteremo gli strumenti tecnici adatti a questo scopo” spiega Zapparoli che aggiunge: “la formula più adatta allo scopo è la causa individuale. La class action permetterebbe di recuperare l’iva non dovuta solo fino al 2009, quando questo tipo di azione legale venne introdotta anche in Italia”.

Non parliamo di somme ingenti: ciascuno di noi potrebbe esigere rimborsi in media di trecento euro ciascuno. “Ma c’è anche un principio di coerenza da difendere, aggiunge Zapparoli: le leggi vanno rispettate, dai cittadini, ma anche dalle grandi multi utility”.

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