Trattiva Carife: Cgil attacca su compensi dirigenti

 

04 carife sindacati-1E’ durata fino a tarda sera la riunione del tavolo tecnico per conoscere nel dettaglio, da parte dei sindacati, i costi da abbattere per la riorganizzazione della banca Carife, secondo quanto previsto dalla direzione commissariale che giovedì era rappresenta dal commissario Capitanio. La riunione fiume di ieri, che si aggiornerà lunedì mattina, è servita alle organizzazioni sindacali per conoscere nel dettaglio il numero e l’ammontare dei costi che devono essere tagliati.

Una riunione tecnica dunque che serve soltanto per conoscere l’assetto riorganizzativo che intende adottare la direzione commissariale che ad inizio agosto ha annunciato i 295 esuberi. La vera trattativa partirà mercoledì 18 settembre, alle 15, con l’avvio della riunione plenaria alla quale sarà presente anche il commissario Bruno Inzitari.

Già giovedì tuttavia fra le organizzazioni sindacali e la direzione commissariale si è trovato un primo punto d’incontro sulla possibilità che alcuni servizi dati in esterno vengano ripresi incarico dai dipendenti della banca. L’operazione potrebbe ridurre il numero degli esuberi, sostengono i sindacati, e al contempo assicurare qualità ai servizi.04 carife sindacati

Difficile invece la questione filiali. L’intenzione della direzione sarebbe non solo quella di ridurre l’ampiezza territoriale della banca, salvaguardando le presenze della banca in Emilia- Romagna e nel Veneto, ma arrivare a chiudere quelle filiali considerati poco produttive.

Più duri i toni della Cgil-Fisac di Ferrara sulla questione filiali. “La notizia della loro chiusura ancora prima di rendere drammatico il lavoro dei dipendenti della banca sparge inutile allarme sui clienti” riporta una nota di Cgil, giunta in redazione. Nel comunicato il sindacato Fisac inoltre punta il dito anche sull’annuncio del taglio della dl 25% della retribuzione ai dirigenti. “Una riduzione – sostiene Fisac – che non andrebbe ad intaccare la robusta ‘franchigia’ che i dirigenti percepiscono”. “La questione Cassa di Risparmio di Ferrara – chiude la nota di Fisac Cgil – non è dunque un affare fra bancari e banchieri e nemmeno una questione locale. Qui viene messo in dubbio il futuro del terziario avanzato italiano”.

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