Trivellazioni, i dubbi. Defranceschi (M5S): “Regione esprima parere negativo”

triv

La Giunta regionale esprima “parere negativo presso il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare all’istanza” di perforazione del sondaggio denominato “Tombellina 1dir”, nell’area del “permesso Ponte del Diavolo della statunitense ‘Aleanna Resources’, che interessa circa 140 km quadrati del territorio a est della città di Ferrara”.

Il progetto, infatti, non rientrerebbe nel piano triennale energetico regionale incentrato intorno a tre assi fondamentali: aumento dell’efficienza energetica in tutti i settori; sviluppo delle fonti rinnovabili; impulso alla filiera delle tecnologie energetiche e, più in generale, all’economia verde.

A chiederlo è il consigliere Andrea Defranceschi (M5s) in una documentata interrogazione, in cui spiega che il 24 luglio 2013 è stata presentata al ministero dello Sviluppo economico-Ufficio minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia (Unmig), sezione di Bologna, e al servizio Valutazione impatto ambientale della Regione Emilia-Romagna la citata istanza di perforazione.

defranceschi
Andrea Defranceschi

Defranceschi ricorda inoltre che il 20 novembre 2013 è stato pubblicato, sul Bur Emilia Romagna, “il progetto dettagliato del Tombellina 1dir, con la relativa istanza di permesso di perforazione” e che gli abitanti di Codrea, Cona, Contrapò, Quartesana, frazioni di Ferrara, “limitrofe all’area interessata dal progetto di perforazione”, venuti a conoscenza del progetto in corso, “ne hanno preso visione e hanno presentato numerose osservazioni al progetto di Aleanna”, “sia in forma personale, che come comitato NoTRIV a Ferrara o movimenti organizzati”.

Nel decreto del 2 febbraio 2009, – aggiunge il consigliere –  con cui il ministero dello Sviluppo economico accorda alla società in questione il permesso di ricerca esclusivo Ponte del Diavolo per una durata di 6 anni, “viene esplicitamente richiesta la variante urbanistica in sede di presentazione del progetto dettagliato”, ma da contatti assunti con il servizio Pianificazione territoriale del Comune di Ferrara, la variante non sarebbe stata presentata.
Il Consorzio di bonifica Pianura di Ferrara, inoltre, nella delibera 23 del 23 marzo 2011, avrebbe espresso, secondo quanto riporta Defranceschi, “in maniera chiara e inequivocabile un parere nettamente contrario alle trivellazioni e estrazioni di metano nel ferrarese”.

Il consigliere segnala quindi che rientra tra le potestà delle Regioni esprimere parere negativo nei confronti di attività che pregiudichino l’integrità del proprio patrimonio naturale e evidenzia che il “Commissario delegato Vasco Errani, con l’ordinanza n. 76 del 16 novembre 2012, ha istituito una commissione tecnico-scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento dell’attività sismica nell’area emiliano-romagnola colpita dal sisma del 2012”.

Nella relazione di Impatto ambientale del progetto – scrive ancora l’esponente del Movimento 5 stelle – non si trovano riferimenti ai gravissimi eventi sismici del maggio 2012, definiti banalmente uno ”sciame sismico”, e si fa riferimento alla vecchia classificazione del 1998, che inserisce il territorio in zona sismica 3 (bassa sismicità). La zona in cui si vorrebbe realizzare il progetto, inoltre, non è da ritenersi idonea  – sottolinea il consigliere – per la vicinanza alle abitazioni e perchè “classificata ad elevato rischio idrogeologico e con vincoli di carattere paesaggistico”.

Defranceschi sollecita quindi la Giunta a esprimere parere negativo nel caso in cui la variante urbanistica richiesta non sia stata presentata e a chiedere al ministero dello Sviluppo economico il “rispetto rigoroso” di quanto previsto dal Decreto direttoriale 4 febbraio 2011, in tema di autorizzazione dei programmi di ricerca per l’accertamento della fattibilità dello stoccaggio in unità geologiche profonde.

Il consigliere vuole poi sapere se la Giunta sia disposta a chiedere al ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e al ministero per i Beni e le Attività culturali di esprimere parere negativo, tenendo conto del cosiddetto principio di precauzione, in  considerazione del fatto che nessun documento presentato dal proponente esclude con certezza la probabilità di incidenti rilevanti gravi derivanti o derivati da eventi sismici interni e/o esterni al Campo di stoccaggio gas.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *