Trivelle a Copparo e Comacchio: le accuse del M5S

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Repertorio

Ancora un allarme sulla questione trivellazioni per estrarre idrocarburi, in particolare nel territorio ferrarese. A denunciarlo questa volta è stato il Movimento 5 Stelle.

Tre giacimenti, due dei quali nel ferrarese, a Copparo e a Comacchio. Sono quelli contro cui puntano il dito i deputati delle commissioni Ambiente e Attività produttive del Movimento 5 Stelle. Giacimenti di cui già si sapeva l’esistenza, già dai tempi dei sondaggi esplorativi e contro cui diversi comitati locali, soprattutto a Gradizza nel copparese, stanno combattendo per dire no alle trivelle. La ricerca ed estrazione degli idrocarburi del sottosuolo continua a essere una vicenda molto sensibile per l’opinione pubblica ferrarese, in particolare dopo le scosse di terremoto del 2012.

Dopo l’interessamento della politica locale e regionale, ora il dibattito sulle trivelle nel ferrarese si sposta all’ambito nazionale: “Mentre il governo olandese ammette al Parlamento di non poter controllare i terremoti scatenati dalle estrazioni di metano”, dicono i 5 Stelle, “qui si gioca sulla testa della gente per il profitto”.

Nello specifico i grillini si riferiscono ai giacimenti di Comacchio, concessione Agosta dell’azienda ENI, con scadenza del periodo per le osservazioni del pubblico al 5 settembre prossimo. E poi c’è Copparo e Formigliana, concessione Gradizza, con la scadenza del periodo per le osservazioni del pubblico al 14 settembre. Terzo caso quello di S. Pietro in Casale nel bolognese.

“I progetti presentano forti criticità – dice Massimo De Rosa, vicepresidente della commissione Ambiente – con particolare riferimento al rischio sismico e al rischio di subsidenza, in particolare a Comacchio”. Le diverse richieste di apertura dei giacimenti, per il Movimento 5 Stelle, sarebbero arrivate grazie al Decreto Sblocca Italia, il quale, riporta la nota, “avrebbe tolto alle regioni la competenza per le valutazioni di impatto ambientale dei pozzi, spostandole allo Stato”.

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