Troppo cibo sprecato costa 8,7 miliardi di euro

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Sabato 30 novembre torna la colletta alimentare. Un evento importante, quest’anno ancora di più, perché il numero di persone che ha bisogno di cibo aumenta. Ma oltre a donare sabato, sarebbe opportuno iniziare anche a ridurre gli sprechi.

In Italia una famiglia butta in media circa 213 grammi di cibo ogni settimana. Uno spreco, quello alimentare domestico, che costa agli italiani 8,7 miliardi di  euro, circa 2,71 euro procapite. Cifre “inaccettabili” come le ha definite il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando che ha dato vita in questi giorni ad una task-force che mira a ridurre i rifiuti alimentari. In campo ci saranno il ricercatore Vincenzo Balzani, la regista Maite Carpio, l’attore Giobbe Covatta, la scrittrice Susanna Tamaro e Robert Van Otterdijk team leader di Save food della Fao. A coordinare il gruppo Andrea Segrè, fondatore e presidente di Last minute market. Un progetto che ad esempio a Ferrara è fondamentale per il rifornimento delle mense di Caritas e Rivana, e secondo le cui stime nel nostro Paese si getta nella spazzatura il 17%
dei  prodotti  ortofrutticoli  comprati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini, producendo una perdita  per famiglia di quasi 1.700 euro l’anno. Cibo e soldi, quelli sprecati, che potrebbero aiutare le circa 18000 persone che solo nella nostra provincia non riescono a comprarsi da mangiare e ricevono la spesa dagli enti accreditati presso il Banco Alimentare che, per la giornata della Colletta Alimentare in programma il 30 novembre, alla gente ha chiesto di donare di più.

Ma sprecare cibo ha anche un  pesante  impatto  sull’ambiente:  significa gettare risorse naturali ed energia,  producendo  rifiuti che  a  loro  volta,  per  essere  smaltiti, provocheranno un’ulteriore spreco di risorse.

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