Truffe agli anziani, l’appello del comandante dell’Arma

truffe-appello-carabinieriSono ancora troppe le truffe perpetrate ai danni degli anziani che molto spesso vengono raggirati anche perché vivono da soli in casa.

In questa estate 2016 infatti sono stati diversi gli episodi di truffe compiute ai danni di anziani che risiedevano sopratutto nell’area di Cento e dell’Alto Ferrarese.

Un fenomeno che preoccupa e non poco le forze dell’ordine anche perché spesso questi truffatori si spacciano per carabinieri o poliziotti in borghese oltre che falsi tecnici per la lettura del gas.
Così l’Arma dei Carabinieri si attrezza e attraverso il generale di corpo d’armata, Carmine Adinolfi, alla guida del comando interregionale dei carabinieri ‘Vittorio Veneto’ che ha sede a Padova, in prima persona fa un appello anche agli educatori scolastici e ai mezzi d’informazione affinché di questo problema se ne parli il più possibile e si sensibilizzino le famiglie.
In una nota giunta in redazione il generale Adinolfi parla di vile comportamento dei “truffatori”, in prevalenza – scrive – nella nota, provenienti d’area napoletana.
“Individuano le potenziali vittime, generalmente persone anziane sole, deboli dal punto di vista psicologico – dichiara Adinolfi – che spesso non sono in condizioni di difendersi”.
Il generale poi aggiunge anche che i truffatori prima di agire prendono informazioni sulla loro vittima per poter portare a compimento il loro intento criminoso.
“Si tratta di soggetti abilissimi e ben organizzati” sottolinea il generale che parla anche della tecnica usata quella del raggiro e degli artifizi.
Il generale parla di situazione gravissima destinata ad espandersi e per questo i carabinieri del comando interregionale “Vittorio Veneto” hanno avviato un’intensa e capillare attività di prevenzione con la collaborazione anche di sindaci e parroci e con la collaborazione dei colleghi in congedo per mettere appunto una capillare attività di prevenzione.
Oggi, il comandante chiede aiuto anche alle famiglie.
“Per comprendere meglio il delicato problema occorre immaginare che ad essere colpiti – scrive il generale – da così vili aggressioni possa essere prima o poi anche un nostro congiunto. Allora, forse, tutti capiremo che c’è un grave fenomeno da risolvere subito e con provvedimenti più incisivi sul piano penale”.

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