Il 2017 a Ferrara fra cultura e turismo: non solo mostre – VIDEO

Il 2017 è stato un anno record per il turismo non solo in tutta l’Emilia Romagna, ma anche per Ferrara, risultata seconda in regione per attrattività.

Una performance straordinaria che ha visto nelle città d’arte un boom di arrivi.

Tutto questo grazie all’attratività della città d’arte e delle iniziative culturali diffuse in provincia, pur sempre in un contesto di maggiore debolezza economica rispetto ai dati regionali.

 

 

I dati dei primi otto mesi dell’anno, presentati in Camera di Commercio a settembre nel convegno sull’economia del turismo, presenti il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Dario Franceschini e il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno messo in evidenza come il turismo rappresenti oggi un volano importante per l’economia della regione e soprattutto per l’economia di una provincia come Ferrara meno attrezzata sul versante della produzione industriale e del manifatturiero artigianale. Turismo della costa, del parco del Delta e turismo culturale: questi i principali poli di attrazione turistica di una provincia che fra Bologna e Modena, con cui esiste un patto per lo sviluppo siglato dai presidenti delle tre province, e Ravenna, verso cui si orientano le attività del turismo e commercio, resta sul piano dello sviluppo economico e della crescita dell’occupazione la più lenta,nonostante i segnali di crescita nell’export dell’industria segnalati a metà dicembre dall’Osservatorio della Camera di Commercio di Ferrara.

Sul piano del turismo culturale il 2017 si è aperto con i dati record di visite alla mostra di Ferrara Arte sull’Orlando Furioso, e si chiude con l’apertura del Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoa, inaugurato alla presenza del Capo dello Stato e del ministro della cultura e del turismo. Un museo che inserisce Ferrara nella rete mondiale dei Musei dell’Ebraismo. Mentre risulta importante per il valore scientifico, se non per i numeri, la mostra d’autunno dedicata a Carlo Bononi: un artista in grado di aprire nuovi scenari per la storia dell’arte ferrarese nei secoli dopo gli Estensi.

Ma Ferrara città d’arte e cultura non è solo mostre: la città, infatti, ha confermato nel 2017 la propria attrattività anche sul piano delle iscrizioni ad Unife, favorite dall’eliminazione del numero chiuso in alcuni corsi di laurea, ma certamente anche dalla fama della città come luogo accogliente e ricco di stmoli culturali per i giovani che qui vengono a completare la propria formazione.

Va segnalato, infine, l’impulso che Ferrara intende dare alla cultura della green economy attraverso l’acccordo di collaborazione siglato alla presenza del Ministro dei Beni Culturali Franceschini, tra il Comune di Ferrara e il Gestore dei Servizi Energetici, società del Ministero dell’Economia che persegue in Italia lo sviluppo sostenibile: un accordo che prevede attività di formazione nelle scuole oltre a progetti che favoriscano l’utilizzo dell’energia da fonti rinnovabili e interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici, anche monumentali o d’interesse culturale.

Un accordo che si collega con la proposta presentata a Ferrara nell’ottobre scorso da 14 associazioni di un Patto territoriale e ambientale per il futuro del Delta del Po, il più ampio sistema di zone umide d’Italia, alla foce del più importante fiume della Penisola, perc creare un’area pilota su scala internazionale per la tutela della biodiversità e del paesaggio, l’assetto idrogeologico, l’adattamento ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile.

D. Bighinati

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