Uccise in “tempesta emotiva”: tenta suicidio in carcere, in coma

carcere-arginoneSi trovava in carcere a Ferrara l’uomo reo confesso dell’omicidio dell’ex compagna che, in appello, si è visto dimezzare la pena con le attenuanti per la ‘tempesta emotiva’ determinata dalla gelosia. Lunedì però ha tentato il suicidio ingerendo dei farmaci ed ora si trova, in coma, ricoverato all’ospedale S.Anna di Cona

Rimangono gravi le condizioni di Michele Castaldo l’uomo di 57 anni, reo confesso dell’omicidio della ex compagna, che ha tentato il suicidio in carcere a Ferrara, ingerendo dei farmaci.

Olga Matei era la donna con cui aveva una relazione da un mese e che strangolò a mani nude il 5 ottobre 2016 a Riccione. Un femminicidio per il quale Castaldo fu condannato a 30 anni in primo grado ma che si sono poi ridotti a 16 in appello

Un dimezzamento della pena in secondo grado, che aveva fatto discutere ed indignare, per una sentenza che ha concesso le attenuanti anche per la ‘tempesta emotiva’ determinata dalla gelosia. Una sentenza che porta anni indietro, a quando c’era il diritto d’onore” ha sottolineato, tra gli altri, anche la Ministra della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno.

Il tentativo di suicidio di Castaldo, le cui motivazioni sono state illustrate in una lettera arrivata ieri alla sua legale, Monica Castiglioni, risale a lunedì 4 marzo.

“Nelle settimane scorse, ha detto l’avvocatessa, faceva discorsi a lungo termine, voleva essere trasferito in una struttura dove poteva lavorare. Poi ha avuto un tracollo emotivo, forse dovuto al clamore mediatico, ma anche all’angoscia di quello che ha fatto”.

Castaldo è ricoverato, in coma, nel reparto di rianimazione dell’ospedale S.Anna di Cona a Ferrara. Le sue condizioni rimangono gravi, anche se è costantemente sottoposto a terapie.

(www.ansa.it)

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