Ucraina: il consigliere Zocca ritira il suo ordine del giorno

Il consigliere comunale di “Prima Ferrara” Benito Zocca ha ritirato il suo ordine del giorno sul conflitto in Ucraina, che aveva destato forti polemiche politiche.

Il documento riportava – come incipit – che “Dopo che le truppe speciali ‘Azov’ del governo ucraino hanno perpetrato massacri sulla popolazione del Donbass, le forze armate russe iniziavano un’imponente azione militare in questo territorio dando via alla crisi russo-ucraina”.

Da lì, poi l’odg creava un parallelismo tra il sostegno economico ai profughi e quello ai ferraresi in difficoltà.

Un accostamento non piaciuto in particolare ad Italia Viva e Ferrara in Azione, che hanno ritenuto intellettualmente scorretto collegare la tragedia umana in Ucraina con la situazione economica del nostro Paese.

Da lì il ripensamento di Zocca che ha inviato alle redazioni il seguente comunicato.

“Ho deciso di ritirare il mio ordine del giorno sul conflitto in Ucraina per non prestare il fianco a strumentalizzazioni e a fraintendimenti. Non era certo mia intenzione scatenare tifoserie o bagarre, ma semplicemente portare all’attenzione alcune questioni legate al tema dell’accoglienza, con uno sguardo di lungo periodo e senza generare sperequazioni. Continuerò a sollecitare attenzione concreta, da parte di Regione e Governo, per i nostri cittadini, in un momento di forte crisi internazionale. La nostra gente ha necessità di risorse dedicate, adeguate e concrete, per far fronte ai rincari esponenziali dei costi di energia, carburante, materie prime, agli effetti devastanti prodotti anche sull’economia da due anni di pandemia. Non chiudiamo gli occhi di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, ma non dobbiamo chiudere gli occhi di fronte a ciò che accade, ogni giorno, sui nostri territori”. Così il consigliere di Prima Ferrara Benito Zocca, annunciando il ritiro dell’ordine del giorno a firma del suo gruppo politico in consiglio comunale relativo agli effetti della guerra in Ucraina.

“Bene il ritiro dell’ordine del giorno da parte del consigliere Benito Zocca, un gesto che dimostra responsabilità e ferma intenzione di non generare polemiche, anche strumentali, in un momento in cui dobbiamo essere tutti uniti per affrontare emergenze e questioni di massima urgenza”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri dopo che il consigliere di Prima Ferrara Benito Zocca ha annunciato di voler ritirare l’ordine del giorno del gruppo Prima Ferrara sulla guerra in Ucraina.

“L’Amministrazione ha dimostrato, e ogni giorno continua a dimostrare, la sua vicinanza al popolo ucraino: sono stato tra i primi sindaci in Italia a denunciare l’orrore della guerra, scendendo in piazza (Repubblica) il 25 febbraio a fianco della comunità ucraina locale. Dopo pochi giorni, con la collaborazione delle Farmacie Comunali, abbiamo avviato una campagna di raccolta medicinali che ha contato circa 100 scatoloni di donazioni, grazie alla generosa e immediata risposta dei cittadini. Il vicesindaco Nicola Lodi ha personalmente seguito, fino in Ucraina, il recapito dei prodotti sanitari e di altre donazioni.

In città abbiamo fino ad oggi dato accoglienza a 922 cittadini ucraini e, anche in qualità di rappresentante Anci, ho più volte sollecitato al governo la necessità di una adeguata regìa nazionale sull’accoglienza, dichiarandoci sempre pronti a fare la nostra parte, come stiamo facendo. Ieri sera abbiamo ospitato al Teatro Comunale di Ferrara la prima nazionale dell’Ukrainian Classical Ballet e in mattinata ho voluto incontrare personalmente i rappresentanti del corpo di ballo. Abbiamo inoltre fornito pieno appoggio alla bella iniziativa della famiglia Da Ronche, che ha consentito, il 25 marzo scorso, a oltre 150 bambini ucraini di vivere momenti di divertimento e spensieratezza sulla giostra all’Acquedotto. Una iniziativa che si intende replicare anche in piazza Municipale. Ferrara conferma nei fatti la sua vicinanza al popolo ucraino, senza dimenticare le difficoltà che quotidianamente famiglie e imprese del nostro territorio vivono a causa della crisi e dell’impatto della guerra”.

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