Ucraina, Italia Viva interviene sul ritiro dell’odg di Zocca

“Abbiamo appreso con grande, ma assolutamente non sufficiente, soddisfazione, la scelta del ritiro dell’odg da parte di Benito Zocca, dopo il nostro intervento”.

Lo riporta in un comunicato Italia Viva Ferrara che prosegue scrivendo:

“Pensiamo che siano troppo comode le parole di Alan Fabbri tese a liquidare il ritiro dell’ordine del giorno da parte del consigliere Benito Zocca, come ‘un gesto che dimostra responsabilità e ferma intenzione di non generare polemiche, anche strumentali, in un momento in cui dobbiamo essere tutti uniti per affrontare emergenze e questioni di massima urgenza’. Comodo derubricare un atto di scelta precisa circa la parte con cui stare, quella di Putin, del consigliere Zocca, a una situazione che ha destato nell’opinione pubblica polemiche inutili e strumentali. La verità è invece che Zocca col suo ritiro toglie al Sindaco e alla giunta la possibilità di dire, con chiarezza e una volta per tutte, da che parte la Lega ferrarese si colloca politicamente. Se, come la Lega nazionale, balbetta sulle posizioni da scegliere, se ancora ritiene Putin il politico che vorrebbe al governo in Italia, se giustifica in maniera surrettizia le posizioni di Putin o se si dissocia completamente dalle sue azioni di guerra e di devastazione”.

A tal proposito, Anna Ferraresi afferma: “Come Consigliera non ho potuto fare a meno di non notare la gravità di quello che stava succedendo, messo nero su bianco in un documento ufficiale. Il modus operandi della giunta non si smentisce neanche in questo caso: levare dalla discussione non tanto pubblica, ma soprattutto da quella politica all’interno degli organi istituzionali dove lunedì si sarebbe discusso l’ordine del giorno, un atto grave e vergognoso che riporta il nome del Sindaco e di tutto il Comune di Ferrara insieme ai suoi cittadini. Penso senza dubbio che i cittadini ferraresi debbano sapere con chiarezza la posizione del Sindaco che hanno eletto in merito alla guerra all’Ucraina”.

Italia Viva Ferrara conclude sostenendo che “La nostra speranza è che i ferraresi sappiano distinguere le posizioni di comodo da quelle di chiara scelta politica”.

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