“Un giorno senza sera” di R. Pazzi all’IBS con Alberto Bertoni. Una vita di poesia e romanzi.

Sala Conferenze gremita, sabato pomeriggio all’IBS il Libraccio, per la presentazione di “Un giorno senza sera”, ultimo libro di poesie di Roberto Pazzi. A dialogare con lo scrittore ferrarese Alberto Bertoni, critico letterario e docente di UNIBO.

Un’antologia poetica che raccoglie il meglio di 53 anni di poesie, scelte dallo stesso autore che in questo modo costruisce di sé un autoritratto letterario e insieme ci offre un personale canone in versi della sua stessa produzione.
Il titolo dell’antologia suona come avviso ai naviganti: “Un giorno senza sera” è l’eternità alla quale la poesia, scrittura alta e nobile, aspira da sempre.
Nata per sottrarsi ai limiti del tempo, tessuta di parole lievi e di emozioni eterne, al limite dell’in dicibile, la poesia ci conferma che la nostra umanità è fatta, come dice Shakespeare nella Tempesta, della stessa sostanza dei sogni. La poesia nobilita, in questo modo, anche noi lettori, frequentatori dei reading, letture pubbliche di versi difficili, ma soggioganti, che anche in un tempo così statisticamente negato alla lettura , come è il nostro, sanno attirare un pubblico attento e quasi devoto.

Roberto Pazzi, che ha un pubblico devoto, è, però, poeta anomalo. In lui convivono, infatti, due anime letterarie, quella di poeta e quella di narratore, con fitti intrecci cronologici nella stesura di libri, raccolte di versi e romanzi.
Ed è sulla convivenza di questo doppio registro che si è dipanata la lettura critica di Un giorno senza sera fatta da Alberto Bertoni, che ha ricordato i momenti di incontro fra la sua personale vicenda di poeta e di studioso di poesia e la biografia letteraria di Pazzi, a partire da una “proto lettura” del 1981 e dai versi di una poesia di quell’anno “Ma dove saranno le isole Falkland ?”
Roberto Pazzi appartiene alla nobile casta dei poeti e dei narratori che hanno fatto di Ferrara una città letteraria per eccellenza, dal Rinascimento al Novecento, dove Giorgio Bassani sembra passare il testimone della gloria letteraria proprio a lui. Poeta e narratore, erede della tradizione del romanzo storico, ma di una storia molto orientata ad una realtà interiore, onirica, profonda, psicologica, dove le vicende e i fatti sfumano nelle emozioni ed evocano una estetica della poesia.

Roberto Pazzi è scrittore che ama fare i conti con l’io senza mai, però, cedere all’autobiografia: sono come lui i massimi scrittori del ‘900, ha detto Bertoni, ricordandoli, prima di passare alla straordinaria capacità di Pazzi di unire l’ interiorità agli oggetti e all’etica civile. Scrittore a tutto tondo, insomma, che non si lascia racchiudere in nessun “ismo”, orgogliosamente senza etichette, sempre in grado di evocare nel presente il se stesso del passato, come ha testimoniato la lettura di alcune splendide liriche fatta dallo stesso Roberto Pazzi, per il pubblico degli amici ed estimatori venuti ad ascoltarlo.

Dalia Bighinati

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