Un lockdown mirato… per gli anziani – VIDEO

Fra le poche certezze su sars cov 2 ce ne sono due incontrovertibili, la prima riguarda le modalità del contagio: sars cov 2 è un virus che si diffonde prevalentemente attraverso  le droplets le  secrezioni respiratorie e salivari in forma di goccioline che rimangono sospese nell’aria e vengono espulse a maggiore distanza quando si starnutisce e si tossisce. Queste “goccioline” di saliva nebulizzata, parlando con una persona infetta a distanza ravvicinata, oppure per colpa di un colpo di tosse o di uno starnuto, ci  raggiungono trasmettendoci il virus.

Stare vicini senza proteggersi reciprocamente favorisce il contagio, gli assembramenti ne consentono la diffusione, quindi le uniche misure di prevenzione che in attesa di vaccino si possono ragionevolmente utilizzare sono le mascherine, la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro, una igiene scrupolosa e soprattutto il lavaggio delle mani, per evitare la trasmissione del virus dopo aver toccato persone infette.

La seconda certezza riguarda la vulnerabilità degli anziani , per la generale ridotta efficienza delle loro difese immunitarie, ma soprattutto se sono portatori di una o più patologie croniche sono più esposti alle complicazioni indotte dal covid 19, la malattia causata dal virus, che ha numerose manifestazioni, . di cui la più grave pare sia di natura respiratoria, per cui i pazienti più gravi devono essere ricoverati spesso in terapia intensiva e intubati.

Chi arriva in ospedale già con queste manifestazioni ha minori probabilità di superare la malattia, rispetto a chi è più giovane e più sano.

Di qui la proposta di tre illustri economisti italiani con cattedre universitarie in diverse parti del mondo di isolare i cosiddetti soggettj fragili motivandone la segregazione con la volontà di proteggerli.

Una trovata che pare essere stata condivisa oggi dai Presidenti delle regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e dal leader della Lega Matteo Salvini. Quindi non più raccomandazioni alla prudenza rivolte ai giovani perché evitino di contagiarsi, e successivamente di contagiare  genitori e nonni, e gli altri over 60 o 70 con cui possono venire a contatto, basta chiudere gli over 60, 70 nelle loro case o nelle loro stanze in una quaratena preventiva, un lock down che liberi i giovani dalla cautela, dall’impaccio della mascherina, liberi di stare ammicchiati gli uni con gli altri.

Se si contagiano,se la caveranno – è la speranza – con poco danno per sé, per i servizi sanitari e per quelle attività economiche di cui si teme un prossimo lock down generalizzato..

Strana proposta questa: i numeri dimostrano che gran parte dei decessi dei mesi scorsi e odierni sono proprio di 80 90enni da anni chiusi nelle case di riposo, lontano dai famigliari e dai più giovani.

Proposta ancora più paradossale se pensiamo a quante attività economiche e professioni sanitarie sono appannaggio di anziani sani e vitali.

Quanti reparti, ambulatori, imprese resterebbero prive di competenze mature, se chiedessimo a questi over 60 e 70 di togliersi dalla circolazione?

Quante abitazioni sarebbero  necessarie per creare domicili separati? O si pensa di creare la città degli anziani divisa dalla città dei giovani?

Già le nostre città sono piene di barriere, che tengono separati fra loro gli abitanti… e non parlo dei  reclusi nelle carceri , ma delle barriere immateriali e materiali, che separano i ricchi dai poveri, i sani dai malati, i disabili dai normodotati, gli autoctoni dagli immigrati, il centro dalle periferie,  i luoghi della rappressntabza dai luoghi senza identita, i luoghi dello spaccio e della dipendenza dalle droghe da quelli di chi è,almeno apparentemente, libero da ogni dipendenza.

Vogliamo aggiungere un’altra divisione? creare altre barriere? spezzare altri vincoli di. comunità, anche quelli basati sugli affetti, sullo scambio delle idee, delle esperienze, delle abilità? Che immagine vogliamo dare ai nostri figli della età matura? Del nostro modo di pensarci come comunità?

Per tutte queste e altre ragioni, vorrei lasciare ai deliri di chi avanza simili proposte l’incubo di una città dove, sulla vettina di un ristorante o di un bar si possa in un prossimo futuro leggere un cartello con la scritta “ ingresso vietato ai cani e agli anziani”

Dalia Bighinati

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