Un marchio per la pera abate fetel

Un marchio per la pera abate simile a quello (nato 15 anni fa) della mela della Val di Non. E’ il progetto che si sta tentando di raggiungere per gestire al meglio la produzione di una varietà coltivata prevalentemente nelle province di Ferrara, Bologna, Modena, ma anche a Mantova e in alcune province venete. Attorno ad un tavolo siederanno produttori, cooperative, commercianti e privati con l’obbiettivo di amministrare annate che possono registrare sovrapproduzioni come quella del 2011 (3,8 milioni di quintali contro una media annuale di 2,5) e che ha portato ad una rendita modesta ai frutticoltori e a tutta la filiera produttiva.

Il progetto per la nascita del marchio per l’abate fetel, probabilmente attraverso un Consorzio, è l’auspicio di tutti, ma per alcuni potrebbero esserci difficoltà a raggiungere l’obbiettivo. Per Coldiretti (che propende invece per la nascita di un distretto della Pera) il problema non sta tanto nel quantitativo di produzione del frutto, ma nel fatto che la pera abate non è conosciuta e nemmeno valorizzata – sottolinea Mauro Tonello.

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