Un milione di euro e Unife e S. Anna per applicazione controllo dei bioritimi

PIAZZA

Un finanziamento europeo da un milione di euro arriva all’Università di Ferrara e all’Azienda ospedaliero-Universitaria S. Anna, grazie a “Clockwork”, un’innovativa applicazione tecnologica in grado di controllare i ritmi biologici individuali a scopo preventivo e curativo.

Si chiama Clockwork e permetterà di controllare i ritmi circadiani e la correzione di un’eventuale loro de-sincronizzazione determinata da particolari turni di lavoro o da stili di vita incongrui. Il progetto grazie al quale Unife e l’Azienda S.Anna si sono aggiudicati l’importante finanziamento, da € 1.643.000, dal Programma europeo AAL (Ambient Assisted Living) – Call 6, per la realizzazione di applicazioni innovative di tecnologie d’informazione e comunicazione atte a favorire migliori condizioni di vita e salute per la popolazione adulta e anziana, riducendo così i costi dell’assistenza sociale e sanitaria. Protagonista del progetto, che avrà una durata di 3 anni, il gruppo di ricerca del Prof. Francesco Portaluppi della Clinica Medica di Unife, diretta dal Prof. Roberto Manfredini, che si è consorziato con sette aziende europee per sviluppare questo sistema informatizzato per il controllo dei ritmi biologici individuali.

Gli studi scientifici compiuti sia su animali che nell’uomo, indicano che il mantenimento di normali ritmi circadiani e la correzione di un’eventuale loro de-sincronizzazione determinata da particolari turni di lavoro o da stili di vita incongrui, sono requisiti fondamentali di salute e longevità individuale. L’idea di un sistema in grado di controllare i ritmi circadiani individuali a scopi preventivi e terapeutici nasce non a caso proprio al S. Anna, dove oltre alle competenze specifiche, ci sono anche professionisti sanitari che lavorano in turni a rotazione che potrebbero alterare i ritmi biologici individuali. Clockwork si potrà non solo a loro ma anche a molti altri lavoratori dei più svariati settori – dalle forze dell’ordine agli astronauti agli equipaggi di qualsiasi mezzo di trasporto, addetti ad impianti o servizi in funzione 24 ore al giorno.

“In definitiva  – ha concluso il professor Portaluppi – il problema è di chiunque adotti uno stile di vita tendente ad aumentare le ore giornaliere di veglia a scapito di un sonno notturno più breve o frammentato. A lungo andare, infatti, la de-sincronizzazione può provocare un aumento del rischio di insorgenza o di aggravamento di molte tra le malattie oggi più diffuse, comprese quelle cardiovascolari, dell’apparato gastro-intestinale, e vari tipi di tumore. Oltre al ritmo sonno-veglia, il più importante sincronizzatore biologico è senza dubbio la luce, ed in particolar modo alcune sue frequenze d’onda. Il sistema Clockwork consisterà di tre parti principali: un modulo di monitoraggio dell’attività fisica e di alcune funzioni vitali dell’individuo; un’applicazione di supporto e di feed-back che raccoglie le informazioni dal modulo di monitoraggio, le integra con quelle del modulo di controllo ambientale, e restituisce sia all’individuo che al controllo ambientale le informazioni e le istruzioni appropriate ed un modulo di controllo ambientale in grado anche di modificare selettivamente le condizioni di illuminazione dell’ambiente circostante”.

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