Un nuovo inizio per la Berco di Copparo: annunciata fusione con Forging Group

La Berco di Copparo è destinata a fondersi con un’altra importante realtà industriale, anch’essa parte integrante del Gruppo Thyssen Krupp.

Si tratta della Forging Group, società presente in Europa ma anche in America e in Asia, con stabilimenti in Germania, Messico, Brasile, Cina e India; attiva nel settore dei componenti meccanici per il settore automotive.

L’annuncio della imminente fusione è stato dato dall’amministratore delegato della divisione Technology della Thyssen Krupp, settore a cui appartengono entrambe le società prossime alla fusione. Karsten Kroos ha spiegato che le due società – la Berco di Copparo e Castelfranco Veneto e la Forging Group – daranno vita a una struttura produttiva con 6400 dipendenti dislocati in dodici unità produttive in cinque aree del mondo.

Il fatturato complessivo della nuova società, nata dalla fusione, sarà pari a un miliardo di euro; la nuova società avrà un impatto sufficiente a penetrare in mercati che, per ora, al colosso tedesco sono preclusi. La notizia è stata diffusa da una nota firmata da Paolo Da Lan, responsabile dei metalmeccanici della UIL ferrarese, che ha partecipato all’incontro a Copparo con Karsten Kroos: “da tempo – spiega DaLan – chiediamo ai vertici aziendali un progetto che dia prospettive alla Berco. Ora, il percorso che si sta costruendo, andrà naturalmente vigilato per tutelare l’occupazione dei lavoratori della Berco”.

E’ un progetto importante che potrebbe rappresentare un nuovo inizio per la Berco di Copparo, e a cui guardiamo quindi con grande attenzione – spiega Samuele Lodi, segretario provinciale della FIOM di Ferrara – Va inoltre apprezzato il fatto che le organizzazioni sindacali sono state avvisate con largo anticipo rispetto all’avvio del percorso di fusione che comincerà il primo ottobre prossimo. Naturalmente questo non ci impedirà di esercitare il massimo controllo sull’operazione a tutela dei lavoratori e dell’occupazione”.

In ogni caso, la missione produttiva per gli stabilimenti italiani sarà sempre composta della storica produzione di parti per sottocarro, in special modo di macchine movimento terra, ma anche di una nuova famiglia di prodotti legati al modo automotive, del settore truck, dei motori marini, al mondo della produzione di energia e di quello legato alla estrazione e produzione di gas/petrolio.

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