Un tesoro archeologico emerge dal Ciarle Sud a Poggio Renatico

Durante gli scavi della condotta idrica è stata scoperta una necropoli di età romana imperiale e un’abitazione databile tra la metà del XVII e il XVII secolo

I lavori per la costruzione della condotta irrigua Ciarle Sud a Poggio Renatico hanno portato alla luce importanti testimonianze archeologiche che sono state presentate ieri, 13 ottobre, durante un evento organizzato dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Ferrare e con il Comune di Poggio Renatico.

Presenti all’evento: Chiara Guarnieri, responsabile di Ferrara e della sua provincia per la tutela archeologica; Enrica Sgarzi che è intervenuta su “La Poggio Renatico romana. La necropoli dagli scavi del Ciarle; Michele Camerin che ha illustrato i dettagli di “Un edificio rurale del XVIII nella campagna di Poggio Renatico” e il presidente del Consorzio, Stefano Calderoni, che ha introdotto la serata.

“Siamo consapevoli – ha detto Calderoni – che il nostro territorio nasconde tracce del passato essenziali per approfondire la conoscenza della storia, delle abitudini e della vita quotidiana di chi viveva su questa stessa terra, centinaia o migliaia di anni fa. Ma è stata una vera emozione quando abbiamo saputo che, proprio durante gli scavi di d di questa importante condotta irrigua che porterà acqua alle aziende agricole del territorio, sono emerse testimonianze di epoca romana e rinascimentale. Una scoperta che è anche simbolica perché proprio quest’anno ricorre il centenario della scoperta della necropoli di Spina, individuata grazie ai lavori di bonifica della Val Trebba a testimonianza del rapporto inscindibile del nostro territorio tra terra ed acqua. Voglio ringraziare ancora una volta i nostri tecnici e gli operai che si sono accorti immediatamente del valore del ritrovamento, interrompendo i lavori e consentendo il tempestivo intervento degli archeologi della Soprintendenza”.

Pienamente coinvolto nel ritrovamento e nelle successive fasi di raccolta e catalogazione anche il Comune di Poggio Renatico. L’assessore alla Cultura Serena Fini ha detto, nel corso della presentazione: “Per noi è davvero importante raccontare, anche attraverso i social media e i nuovi strumenti digitali, queste scoperte soprattutto alle nuove generazioni, perché siano pienamente consapevoli del nostro passato. Abbiamo fame di cultura, ci serve sapere cosa è successo per guardare al futuro”.

Entrando nel vivo delle scoperte archeologiche e dei dati storici ricavati e analizzati grazie ad esse, è intervenuta Chiara Guarnieri della Soprintendenza, che ha avuto un ruolo tecnico chiave durante lo scavo e per la successiva catalogazione e conservazione dei reperti.

“Lo scavo della condotta idrica ha portato in luce una necropoli di età romana imperiale databile, grazie al ritrovamento di una moneta recante l’effige dell’imperatore Tiberio, tra il 42 a.C e il 37 d.C che abbiamo denominato “Necropoli di Ciarle”. Si tratta di un fatto sorprendente perché per la prima volta viene attestata la frequentazione di quest’area del ferrarese durante quel periodo. In particolare, sono emerse cinque tombe a incinerazione e un probabile ustrinum, una fossa dove avveniva la cremazione. Inoltre, abbiamo individuato tombe cappuccine in laterizio a doppio spiovente, segno di ritualità legati alla deposizione del defunto. A poca distanza è stata scoperta un’abitazione databile attorno al XVII-XVIII sec., verosimilmente abbandonata per un’esondazione del vicino fiume Reno documentata nel 1603. Entrambi i siti sono stati scavati e documentati e saranno preziosi per continuare a tracciare la storia antica e più recente del territorio”.

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