Un tuffo nella storia antica: visita alla nuova nave romana di Comacchio – FOTO

bimbi

“Lo scavo è un laboratorio complicato, dove convergono tante discipline, l’apporto delle quali è fondamentale per esaminare i reperti ceramici ed i resti ossei delle persone che erano sepolte qui e degli animali, che a distanza di tanti secoli ci raccontano la storia di questo posto.”

Stamattina Marco Edoardo Minoja, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna con parole colme di entusiasmo ha accolto una classe di alunni di Comacchio, accompagnata dal vice-preside Daniele Manzali e dall’insegnante Mirella Sanna e una di Porto Garibaldi, guidata dalla dirigente scolastica reggente Ines Cavicchioli e dai docenti Gilda Arveda e Gianluca Coppola, ringraziandoli per “la visita affollata e gradita”, all’interno del sito archeologico di Santa Maria in Padovetere.

L’iniziativa, che ha ufficialmente aperto il calendario delle visite guidate gratuite nell’area archeologica, dove a fine settembre è venuta alla luce una imbarcazione lignea di circa 15 metri di lunghezza, attribuibile all’età augustea o tardo-medievale, è stata preceduta da una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il Sindaco Marco Fabbri, la Giunta Comunale e i funzionari del Servizio Cultura. Convinto del valore imprescindibile della memoria storica, il Soprintendente  ha aggiunto che “in accordo con il Comune si è pensato ad un progetto da avviare in questo sito, affinchè non resti solo una bella scoperta, ma divenga parte integrante della conoscenza storica del territorio.”sindaco

Il Sindaco Marco Fabbri ha subito voluto soffermarsi sui ringraziamenti sentiti e dovuti “verso questi giovani ricercatori, studenti e volontari che senza sosta da più di un mese stanno scavando nel fango, così come a Guerrino Ferroni e a tutti gli operai e dipendenti comunali che hanno lavorato giorno e notte per installare la tensostruttura, che permetterà di lavorare al coperto, ma anche per realizzare il sentiero ghiaiato e le attrezzature, allo scopo di rendere fruibile al pubblico il sito archeologico.” Da ultimo, ma non per ultimo è stato rivolto un ringraziamento ai volontari della parrocchia del duomo di Comacchio che tutti i giovedì accompagneranno i visitatori prenotati (telefonando al numero 0533-311316 del museo del carico della Nave Romana) in visita guidata GRATUITA allo scavo archeologico di Santa Maria in Padovetere.

“Qui ci sono persone che stanno mettendo passione ed impegno per restituirci un pezzo della nostra storia – ha commentato il Sindaco – e anche noi crediamo molto in questo progetto, in prospettiva della creazione del nuovo polo museale.” Ha poi avuto luogo l’attesa prima visita allo scavo archeologico, sotto la guida esperta di Mario Cesarano, archeologo della Soprintendenza dei Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, nella sua qualità di direttore scientifico dello scavo stesso.

scaviCesarano ha catturato l’attenzione dei giovanissimi alunni, stimolando la loro curiosità a fare domande, grazie ad un racconto avvincente che ha toccato dapprima la storia stratigrafica del letto dell’antico corso del Po, il “Padus vetus”, da cui ha preso nome il sito, soffermandosi poi sul rinvenimento dello scafo ligneo e di una piroga, nonché sul ritrovamento di reperti ceramici e resti ossei, tra i quali vanno segnalati frammenti di ossa umane e tre crani di bue. Il team coordinato da Cesarano, che sta lavorando incessantemente dopo aver portato alla luce la nuova nave romana e diversi reperti oggetto di analisi approfondite è così composto: Lorenzo Zaniboni (braccio destro e responsabile di cantiere), Elisa Costa dell’Università di Venezia, (esperta di archeologia navale e di disegno in 3 D), Guido Muratori e Carla Buoite della ditta Epic di Milano che si è aggiudicata la gara d’appalto, Edoardo Pasotto, Umberto Crupi, Cristina Failla e Giorgia Sardelli dell’Università di Ferrara, Chiara Salandin dell’Università di Bologna, Giuliano Manzali ed Ermanno Molinari, volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese.

Un archeologo che merita una menzione speciale è Marco Bruni che ha messo a disposizione dei colleghi la propria abitazione, per tutto il periodo degli scavi. Tra gli specialisti figura anche la restauratrice dei reperti ceramici, Paola Zangirolami A dare man forte al gruppo c’è infine Marco Tomasi, geometra comacchiese, recentemente laureatosi in Archeologia. A conclusione dell’affascinante visita guidata, Cesarano, richiamandosi all’intervento del Sindaco Fabbri e del Soprintendente Minoja, ha evidenziato come siano “poche le imbarcazioni di epoca storica al mondo, perché si contano sulla punta delle dita e sta anche in questo la sensazionalità del ritrovamento. Ci troviamo su un territorio molto ricco e solo conoscendolo e recuperando la sua identità storica – ha concluso Cesarano – si può crescere.” 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.