Una donna al Quirinale: chi? Mancano i nomi – VIDEO

E’ frutto di una precisa analisi storica e nello stesso tempo vuole essere una provocazione l’articolo che Giorgia Serughetti ricercatrice in Filosofia all’Università di Milano-Bicocca ha scritto ieri per il quotidiano  Domani diretto da Stefano Feltri. Nel titolo , per la verità infelice, che dice “Al Quirinale non serve una donna, serve un nome”l’articolo annuncia il tema affrontato dalla Serughetti che dice non basta lanciare appelli per chiedere di eleggere una donna alla Presidenza della Repubblica, senza fare nomi di possibili candidate,  l’appello generico rischia di essere un esercizio retorico e stancamente ripetitivo di quanto accade ormai ogni sette anni nelle elezioni a capo dello Stato, almeno nele ultime. Tutti o quasi ricorderanno la campagna popolare Emma for President delle elezioni che nel 1999 portarono al Quirinale Carlo Azeglio Ciampi. Fu quella l’occasione in cui i sondaggi di varie agenzie fecero capire che i cittadini avrebbero di gran lungo preferito lei, donna della politica da sempre, ad uno qualsiasi degli uomini candidati dai partiti. Ma il Capo dello Stato non lo eleggonio i cittadini e spesso il nome che esce dalle urne a Montecitorio a Camere riunite è frutto di accordi talora lunghi e logoranti.

Carlo Azeglio Ciampi fu eletto al primo scrutinio al quarto Sergio Mattarella. La storia ne racconta la genesi. Oggi seppure tutti i democratici di ogni schieramento riconoscano il gap di genere proprio in politica, tant’è che come dice la Serughetti, nomi di donne esperte, capaci, leader nei loro campi professionali ce ne sono tante, tranne che in politica dove i nomi che oggi si fanno non vanno oltre la Presidente del Senato, Maria Maria Elisabetta Alberti Casellati, la ministra della Giustizia Marta Cartabia, la ex ministra della Difesa Roberta Pinotti, A queste perché non aggiungere Cristina Messa, ministra dell’Università dell’attuale governo Draghi rettrice fino al 2019 dell’Università Bicocca di Milano. Medico specializzato in Medicina Nucleare, diversi periodi di studio negli Stati Uniti e in Inghilterra e delegata italiana Miur nel programma Horizon 2020; la stessa Erika Stefani  nuovo ministero della Disabilità, Avvocato, in politica dal 1999, già ministra per gli Affari regionali e le Autonomie. Ha fatto parte della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere. Hanno tutte un curriculum di tutto rispetto, una carriera politica o scientifica di alto livello e poi? Di donne in Parlamento ce ne sono 339, dati ultime elezioni politiche,  nessuna oltre a quelle indicate potrebbe essere candidata?  I partiti tacciono, ma sanno che nel Paese ci sarebbe un grande consenso su una figura femminile di sppicco. Aggiungo un altro nome, Linda Laura Sabbadini Direttrice Istat ha guidato il w”0 nel 2021 è nota in tutti gli organismi internazionali per aver profondamente rinnovato il sistema delle statistiche sociali introducendo riteri nuovi su donne povertà giovani Conosce molto bene il Paese e ha un carisma  e una competenza e una notorietà mondiale per i numerosi incarichi assunti nelle istituzioni di studi di statistica.

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