“Una donna al Quirinale”: l’appello al mondo politico di donne della cultura, imprenditrici, intellettuali, artiste

Una donna al Quirinale” è l’appello rivolto in queste settimane al mondo politico da parte di donne dell’impresa e della cultura. con motivazioni  in sintonia con il dibattito in corso nel Paese sulla necessità di eliminare il gap di diritti fra donne e uomini. L’elezione del Presidente della Repubblica, su cui sembra che il mondo politico stenti perfino ad indicare possibili candidati, riservando all’ultimo istante le sorprese, potrebbe essere un’occasione storica per le donne..

E’ ora che al Quirinale arrivi una donna:  più che un appello rappresenta una constatazione e un  auspicio. Viene dal mondo delle donne italiane  e la prima voce è la sua, quella cioè di Dacia Maraini che ha aperto ‘il 2022  con un appello condiviso da molte donne della cultura, dell’arte e dello spettacolo.

 “Una donna al Quirinale” non è una gentile richiesta rivolta al mondo maschile e spesso maschilista della politica , ma di una esortazione a comprendere che mai come oggi il Paese ha bisogno di un cambio di passo, di sparigliare le carte dei giochini e delle astuzie dell’ultim’ora della politica per portare al Colle una personalità in grado di rappresentare il cambiamento in atto nel Paese. Un cambiamento che vede al primo posto l’obiettivo di diritti uguali per tutti, in grado di dare concretezza fino in fondo all’articolo 3 della Costituzione repubblicana. 

Nell’appello alle forze politiche delle donne dell’arte  firmato da Dacia Maraini, Edith Bruck, Liliana Cavani, Michela Murgia, Luciana Littizzetto, Silvia Avallone, Melania Mazzucco, Lia Levi, Andrèe Ruth Shammah, Mirella Serri, Stefania Auci, Sabina Guzzanti, Mariolina Coppola, Serena Dandini e Fiorella Mannoia, c’è l’idea di un’attesa già troppo lunga per le donne. “Occorre, scrivono, dare concretezza a quell’idea di parità di genere, così tanto condivisa e sostenuta dalle forze più democratiche e progressiste del nostro Paese”. 

Accanto alle artiste si sono mosse fin dai primi di dicembre le imprenditrici dell’AIDDA Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda, che in questi giorni sono tornate a farsi sentire con le molte migliaia di firme raccolte dalla loro petizione.

“Il soffitto di cristallo, che separa le donne dai vertici delle istituzioni appare ancora più solido che mai “dice la presidente Aidda Antonella Giachetti, non a c”aso, i nomi che girano nei ‘circoli che contano’ e sulla stampa sono sempre quasi tutti di uomini. Nessuna donna.  

Per Aidda non è una questione di nomi, le candidate possibili ci sono e sono numerose dentro e fuori l’establishment politico, né di quote rosa,  è il desiderio di “vedere realizzata nel nostro Paese una trasformazione culturale , che faccia dell’Italia un Paese civile e soprattutto normale in Europa e nel mondo. 

L’ideale può diventare storia. Siamo convinte, dice Aidda, che questo Paese abbia bisogno della sensibilità e delle peculiarità delle donne. Per affrontare le sfide che il futuro ci presenta c’è bisogno di valori femminili, dei valori della cura e della sostenibilità, e per questo è ora necessario ed urgente portare una donna nel ruolo più prestigioso del Paese, quello che ha il compito di rappresentare l’unità nazionale”.

Dalia Bighinati

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