Lettera-appello a Ministro Salute in difesa libertà ricerca

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Una lettera-appello al Ministro Renato Balduzzi in difesa della libertà di ricerca: a scriverla è un giovane di trent’anni, malato di Sclerosi Multipla, che si rivolge al ministro della Salute per chiedere il suo aiuto nella difesa di una ricerca medica libera, non condizionata da interessi di parte. La ricerca scientifica in questione è quella sulla Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale (CCSVI) e sulla Sclerosi Multipla (SM), una ricerca nata a Ferrara dalle intuizioni del prof. Paolo Zamboni e dal lavoro della sua equipe, oggetto a tutt’oggi di un’ importante sperimentazione, ma anche bersaglio polemico di associazioni scientifiche e dell’Aism.

Scrive una lettera aperta al Ministro della salute Renato Balduzzi e gli racconta per sommi capi la genesi dell’ipotesi scientifica formulata alcuni anni fa dal ricercatore ferrarese prof. Paolo Zamboni e divenuta oggetto da alcuni mesi di uno studio sperimentale denominato Brave Dreams. Paolo Galeazzi, un giovane di trent’anni, da due anni sa di essere ammalato di sclerosi multipla, una patologia cronica degenerativa che colpisce oltre 60.000 persone in Italia e che ha un costo sociale ed economico altissimo (circa 2 miliardi di euro all’anno), ma soprattutto che compromette pesantemente la qualità della vita di chi ne è affetto. Una patologia che non guarisce, di cui esistono terapie che ne rallentano l’evoluzione. Una condanna, per chi ne è ammalato, cui non si può negare la speranza che nuove ricerche e scoperte scientifiche possano alleviare i disagi, cui la malattia li sottopone. Questo è l’appello implicito che si legge fra le righe che Paolo Galeazzi scrive al ministro. Una lettera molto misurata per chiedere di lasciar procedere tranquillamente la ricerca e la sperimentazione relativa all’ipotesi formulata dal prof. Paolo Zamboni, di una possibile correlazione fra una patologia, la Insufficienza Venosa Cronica Cerebrospinale non riconosciuta dal servizio sanitario nazionale, che si manifesta con problemi alle vene che fanno defluire il sangue dal cervello verso il cuore e che potrebbe essere uno dei fattori causali o di rischio della Sclerosi Multipla. una correlazione, che se verificata dalla sperimentazioni in corso, potrebbe inserire accanto alle attuali terapie farmacologiche un intervento di angioplastica, per rimuovere

il restringimento delle vene interessate. A tutt’oggi in Italia, aggiunge Galeazzi, questa ricerca e la sua stessa sperimentazione continuano ad incontrare moltissimi ostacoli , mettendo in luce un paradosso tutto italiano, quello, cioè , che, mentre tanti cervelli sono costretti a fuggire all’estero , si rende la vita estremamente difficile a chi decide di restare. “Mentre si chiedono importanti sacrifici ai cittadini, conclude l’appello, quando c’è la possibilità di premiare la ricerca, di poter ottenere dei risparmi per lo Stato e dei benefici per i malati la nostra classe dirigente e politica permettono che una ricerca in corso regolata con tutti i crismi dei protocolli accreditati, possa essere pesantemente attaccata da più parti.

Una lettera che fa riflettere e che si affianca a quella inviata al ministro il 18 dicembre scorso, a firma di otto associazioni e fondazioni di volontariato che in Italia si occupano di questa materia a tutela dei malati delle due patologie, e da tre associazioni ‘consorelle’ internazionali (da Gran Bretagna e Australia), più una quarta associazione straniera, canadese (AIC Onlus, Assi.SM Onlus, CCSVI Campania Onlus, CCSVI nella SM Onlus, Isola Attiva Onlus, L’Abbraccio Onlus, SclerosiMultipla.com, SMuovilavita Onlus –MS-CCSVI-UK, CCSVI-Australia, Vital Now- UK, National CCSVI Society-Canada§) che invece sostengono fortemente lo studio Brave Dreams . Lettera consegnata unitamente ad una petizione nazionale firmata in poche settimane da 12.000 persone per il riconoscimento della CCSVI come patologia a sé stante e il suo inserimento nei Lea (Livelli essenziali di assistenza).

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Un pensiero su “Lettera-appello a Ministro Salute in difesa libertà ricerca

  • 16/01/2013 in 10:18
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    Buon giorno, leggendo articolo mi è venuta un po’ di preoccupazione in quanto io ho SM con ccsvi e la gente non crede che io abbia questo. L’INPS è molto remittente in questo, il lavoro ti spinge verso il licenziamento, la compagna ti lascia: IO NON SO’ PIU’ COSA FARE

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