Una notte al museo, tra tango e vino

tango al museoPresso la Sala delle carte geografiche del Museo Archeologico Nazionale, nell’ambito dell’appuntamento “Una notte al Museo”, inziativa nazionale promossa dal ministero dei Beni Culturali che coinvolgerà, fino a dicembre, alcuni musei statali durante gli ultimi sabati del mese, è stato proposto un interessante connubio tra danza e vino ripercorrendo, in chiave moderna, l’antico sodalizio tra ballo e simposio che i visitatori possono ammirare rappresentato su molti dei reperti presenti nelle sale del museo.

Un passo a due, fra tango e vino, è stato il tema principale della serata con le esibizioni di Stefano Babboni, direttore della Scuola “Tango Volver” (Palestra “Kleb” di Ferrara), e Giulia Casadio. Ogni stile di tango si è sposato con una tipologia di vino dalle aziende vitivinicole proposte dell’Associazione PIV, e in particolare con i vini offerti dall’Azienda Agricola Terzoni di Bacedasco Alta, in provincia di tango al museo fePiacenza.

Le sonorità argentine si sono intrecciate alle melodie al pianoforte di Pasquale Spinelli e alla voce del soprano Ieva Manoni. Dallo stile salon, nato nei salotti dell’antica aristocrazia, al tango nuevo (che appartiene agli anni 2000), Stefano e Giulia sono passati attraverso “venature” del ballo tradizionale quali l’escenario e la llorancita. Ognuno di questi stili è stato abbinato ad uno stile corrispondente nei vini proposti, come “Sogni d’incanto” 2012, una malvasia intensa ed armonica, premiata dall’ais emilia romagna tra le eccellenze della regione e vincitrice della medaglia d’oro al concorso internazionale “The World of Malvasia” di Porec, lo scorso aprile, o le due proposte per il Gutturnio, nella classica versione frizzante di “Figlio Mio” 2012, vino ottenuto con il processo brevettato della crioestrazione aromatica, e “Poggio del Vento” 2007, più complesso e austero, affinato in tonneau, ottenuto dai grappoli migliori di Barbera e Bonarda dei vigneti del produttore.

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Nata nell’agosto 2012, il PIV è composto da un gruppo di amici accomunati dalle stesse passioni: il mondo del vino, l’arte nelle sue diverse espressioni, la cultura. Dall’incontro di un talentuoso manipolo di sommelier è nato dunque un progetto ambizioso che punta a creare eventi culturali e a diffondere le esperienze e le passioni di ciascuno, per valorizzare, nella condivisione del loro matrimonio, storia, arte ed enogastronomia, in una sintesi che si rivela profonda espressione dell’identità di un territorio.
Il viaggio multisensoriale si è concluso con una visita guidata al Museo attraverso le immagini di musica, danza e baccanali sui vasi attici di Spina.

Nella giornata di domenica si sono tenute conferenze nell’ambito della Giornata Europea della Cultura Ebraica, dedicate al tema “Natura e tradizione ebraica”, con “Beati voi che seminate accanto alle acque che mandate in libertà il bue e l’asino”, su alcuni aspetti del rapporto dell’uomo con il mondo animale nei testi biblici, a cura di Luciana Roccas, e “Due facce della stessa medaglia”, con cui
Marcella Ravenna ha analizzato il rapporto con alcuni animali domestici non rintracciabile nella memorialistica e nei romanzi riguardanti la Shoah, così come nei tanti studi sugli atteggiamenti antiebraici.

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