Un’esperienza del tutto nuova!

In questo periodo di covid 19, la pandemia che ci ha portato tutti agli arresti domiciliari, la clausura forzata mi ha fatto scoprire un sacco di cose sul mio rapporto di coppia con Rodolfo, un tenerissimo marito, che da una decina di anni se la deve vedere con un’Alzheimer tenuto a bada da mille cose che con Ama ci siamo impegnati a fare.
Ve le racconto in questo blog, dove Dalia raccoglie racconti di vita vissuta proprio durante la clausura da coronavirus e soprattutto in famiglia. Luciana

Premetto che sono una persona positiva, che non si abbatte facilmente, ma in questi due mesi non nego di avere trovato delle difficoltà, nè grandi nè piccole, diciamo solo difficoltà, nel gestire la malattia di mio marito e la sua clausura forzata.
I primi giorni è andato tutto bene, ma dopo due settimane con il perdurare della clausura, ho dovuto iniziare a pensare cosa potessi fare di divertente insieme a lui. Le sue abitudini giornaliere importanti erano le sue attività: laboratorio, palestra e riabilitango, che frequentava regolarmente attraverso l’Associazione AMA di Ferrara.

Ohibo!!! Cosa faccio adesso?
La malattia si faceva notare più del solito, le dimenticanze aumentavano e non solo quelle.
Si doveva ricorrere ai ripari.

Pensando e ripensando, anche con tanta buona volontà da parte di Rodolfo, perché si rendeva conto del peggioramento, siamo riusciti a tinteggiare una parete che lui, pensando di fare un ritocchino, anziché pervinca come la parete ha fatto un ritocchino tutto nero.
Questo lavoro è durato una settimana. Ho poi pensato di insegnargli a giocare a burraco tra una sbarazzina ed una briscola. A distanza di un mese si è appassionato moltissimo, a volte si cena tardi sempre per un’ ultima partita. Ma io sono contenta, perché anche il burraco è per lui una stimolazione cognitiva.

Ora come ora, non mi pesa lo stare in casa.
Non ne vedo il lato negativo, continuo a voler essere una persona positiva, e penso che ci sono persone che stanno molto peggio di noi.

Riesco sempre ad arrivare a sera con un sorriso accanto ad una persona che mi guarda con tenerezza e tanta protezione. I suoi occhi mi dicono: sono qui accanto a te e ti voglio bene.
Questa sua espressione, e la mia positività riempiono le nostre giornate in attesa di ritornare al mondo esterno.

Luciana e Rodolfo
Renazzo 24 aprile 2020

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