Ancora incerta la sede staccata di Medicina e Chirurgia al Maria Cecilia Hospital di Cotignola.  

In attesa dell’approvazione, che ancora tarda ad arrivare dal Miur, all’apertura di una nuova sede di Medicina e Chirurgia di Unife a Cotignola, resta fissata anche a Ferrara al 3 settembre alle 12.00, la prova di ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, per la laurea Magistrale a ciclo unico, per la quale ad Unife sono stati assegnati complessivamente 665 posti, compresi i 65 di Cotignola. (Sono 596   posti per la sede di Ferrara per studenti comunitari e non comunitari residenti in Italia, 65 posti per la sede di Cotignola, in più Ferrara potrà avere  4 iscrizioni di studenti non comunitari e non residenti in Italia.)

Il progetto di Unife di aprire una sede distaccata di Medicina e Chirurgia in Romagna risale a più di un anno fa, la sede avrebbe dovuto essere Forlì, patria dell’attuale rettore unife, prof. Giorgio Zauli, ma a fine anno, visto che a Forlì era già previsto lo sbarco dell’Alma Mater con alcuni corsi di laurea in Medicina, e dopo la diatriba con la Regione che già aveva fatto la sua scelta a favore dell’Ateneo bolognese, ecco che Unife ha optato per Cotignola, Bassa Romagna, trovando nell’ospedale privato accreditato del Gruppo GVM,  Maria Cecilia Hospital,le strutture idonee alla didattica e all’insediamento della nuova sede.

Il ritardo, che nuoce a Unife e crea incertezza negli studenti, che pure già in una trentina avrebbero scelto quella sede,  irrita il rettore Zauli , che lo ha definito un inaccettabile scaricabarile tra Regione, Anvur e Ministero, minacciando il ricorso al Tar del Lazio. Il progetto Unife ha, però,  ricevuto in questi mesi i consensi entusiasti della comunità di Cotignola, sia a livello politico che socio-economico.

In questi giorni  l’Amministratore delegato del Maria Cecilia Hospital, Bruno Biagi,  intervenendo sui media emiliani, per chiarire l’iter combattuto della vicenda, sottolinea gli aspetti positivi del progetto Unife, che rappresenta una grande opportunità per il territorio romagnolo e contemporaneamente amplia l’offerta formativa dell’Ateneo estense, estendendolo ad un territorio dotato di strutture sanitarie idonee ad offrire opportunità di alta specializzazione agli studenti. Il rapporto fra università pubblica e sanità privata accreditata, precisa Biagi, non altera né l’identità, né l’autonomia delle due istituzioni, che, invece, ne riceveranno occasioni di crescita e ulteriore qualificazione.

Per Unife, scrive l’A.D. della struttura sanitaria privata, considerata un polo di eccellenza nella cardiochirurgia regionale, si tratta, infatti, sia di ampliare la propria offerta senza timori di privatizzazioni, creando nuovi rapporti sia con il Maria Cecilia Hospital che con strutture sanitarie pubbliche di prossimità, inoltre i corsi potranno trovare una sede idonea nel campus realizzato dal gruppo GVM; mentre per Cotignola e la Bassa Romagna l’arrivo dell’università ferrarese rappresenta un vero e proprio salto di qualità.

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