Unife: prof. Donato nel Comitato Programma “Horizon 2020”

Professor Fabio Donato
Professor Fabio Donato
Professore Ordinario di Economia Aziendale e vicedirettore del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Ferrara, il Prof. Fabio Donato il 4 ottobre scorso è stato nominato dal Ministro dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza rappresentante italiano del Comitato di Programma di Horizon 2020 nell’ambito di Europe in a changing world, inclusive, innovative, and reflective Societies.

Per l’università di Ferrara,ma anche per la città, la nomina di Fabio Donato rappresenta un importante segnale di stima, oltre che l’opportunità di conoscere da vicino il programma Horizon, programma quadro dell’Unione europea per la ricerca , concepito come vera grande opportunità per voltare pagina nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano Il prof. Donato già membro del Board di ENCATC, European Network on Cultural Management and Policy Education, di Bruxelles.

Eletto nel 2009 a Barcellona, e rieletto nel 2011 a Helsinki, ed Editor (con F. Colbert,05 fabio donato-1 Université HEC Montreal, C. Ortega, Universidad de Deusto en Bilbao, J. Bonniel, Université Lumière Lyon 2) del Journal of Cultural Management and Policy, da anni dedica la propria attività di ricerca ai temi della valorizzazione dei beni culturali come fattore di sviluppo e crescita in un Paese, come l’Italia, che alla grande ricchezza in materia, ha affiancato in questi decenni politiche pubbliche nazionali distratte e penalizzanti . L’Italia, che da luglio del prossimo anno avrà la presidenza dell’Unione europea, deve riprendere la leadership che in ambito culturale ha sempre avuto.

Il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza a Roma in occasione del seminario «Il patrimonio culturale digitale verso Horizon 2020» – presenti tra gli altri Valdo Spini, presidente dell’Associazione Istituti di cultura italiani e il vice presidente di Confindustria Ivan Lo Bello – ha indicato il prossimo programma Ue per la ricerca come la via per avviare un nuovo rinascimento oltre cheper riguadagnare il terreno perduto all’Università con il blocco del turn-over che ha prodotto seri danni nel settore dell’università e della ricerca. I dati dell’Ocse, ha concluso il ministro, ci dicono che stiamo colando a picco e dobbiamo risalire concentrandoci sui problemi con spirito creativo».

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