Unindustria Ferrara verso aggregazione con Bologna e Modena. Il 16 in assemblea Riccardo Maiarelli farà il punto sul percorso avviato nei mesi scorsi

carife_maiarelliIl 16 dicembre prossimo il presidente di Unindustria Ferrara, Riccardo Maiarelli, presenterà in assemblea il programma definitivo concordato con le altre due associazioni confindustriali emiliano romagnole per procedere definitivamente alla fusione, che è  stato uno dei primi impegni assunto da Riccardo  Maiarelli all’atto del suo insediamento alla guida degli industriali ferraresi.

L’ impegno, portato avanti con determinazione,  si tradurrà nei prossimi mesi in una vera e propria aggregazione tra Unindustria Ferrara, Unindustria Bologna, Confindustria Modena. Il 16 in assemblea Maiarelli fotograferà la situazione attuale ai soci ferraresi e indicherà gli step compiutii fino ad allora e quelli da compiuere per arrivare alla meta. Un obiettivo ambizioso, che darà vita alla seconda unione territoriale industriale a livello nazionale,  la prima a livello manifatturiero.

“La fusione – dice Maiarelli, nasce dall’esigenza di razionalizzare le strutture e di tagliare i costi associativi, ma può rappresentare in futuro  e una leva importante per il rilancio industriale dell’Emilia Romagna e del Paese, di cui la nostra regione rappresenta una quota di PIL determinante”.

Dopo l’accordo del 17 ottobre con cui i presidenti di Unindustria Ferrara Riccardo Maiarelli, Confindustria Modena Valter Caiumi e Unindustria Bologna Alberto Vacchi hanno sottoscritto le linee guida per il progetto d’integrazione , da cui dovrebbe nascere un’unica associazione, denominata Confindustria Emilia, “siamo in grado di dire, aggiunge Maiarelli,  che la fusione associativa potrà  garantire maggiore rappresentanza a una realtà territoriale che costituisce il primo polo manifatturiero italiano, dando  più spazio alle piccole e medie industrie e servizi più efficaci a tutti gli associati.  Due le tappe da raggiungere nel 2015, a maggio la definizione di un progetto dettagliato e condiviso la fusione in un’unica associazione entro dicembre 2016. “Vogliamo, conclude Maiarelli,  che a guidarci siano  le esigenze degli associati, per erogarei servizi sul territorio, che – grazie all’integrazione – rendano possibile quel salto di qualità di cui le imprese hanno bisogno per essere sostenute con efficacia nella sfida quotidiana della competizione

L’industria metalmeccanica da sempre costituisce l’ossatura portante per l’economia dell’Emilia-Romagna. E rappresenta, per numero di aziende e capacità di export, uno dei poli più importanti a livello nazionale. In particolare, rappresenta il 36,9% della manifattura a Modena, il 46,7% a Bologna e il 42,3% a Ferrara, nelle tre province le imprese meccaniche raggiungono quota 9.041. La crisi si manifesta anche qui con un calo delle imprese in tutti e tre i territori: nei primi sei mesi del 2014 Modena ha registrato un -1,9%, Bologna -1,4% e Ferrara -3,2%, ma con un export in crescita in tutti e tre i territori. Il futuro prospetta, dunque, per Confindustria Emilia,   una rete associativa di oltre 3.400 imprese, per un totale di 151.000 dipendenti e 17 milioni di euro di contributi associativi, e un polo manifatturiero tra i più robusti d’Europa.

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